L'appello di von der Leyen e il piano Zingaretti

Idee e spunti per sapere quello che succede nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi
17 AGO 20
Ultimo aggiornamento: 16:51
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Foto LaPresse

Da dove partiva oggi lo sviluppo della crisi bielorussa.
Ursula von der Leyen fa appello ai governi europei, confidando in un confronto aperto e in risposte rapide.
Le tensioni con l'Ucraina, il ruolo ambiguo e minaccioso della Russia.
Pressioni, respinte, anche sul governo libanese.
Joe Biden va alla convention con sondaggi non univoci.
Parla di economia (e lascia a Kamala Harris il ruolo di antitrump).
Parte la convention democratica e qui qualche spunto dal passato.
Bernie Sanders l'eterno ottimista.
Nicola Zingaretti ha un piano per le riforme. Vi piaccia o no, lo consideriate serio o no, è un modo per adornare dei famosi contenuti l'accordo politico sempre più stretto con i 5 stelle. Per questi ultimi si usi, a cena, un'analisi storica di un certo peso. Con l'operazione di avvicinamento operativo al Pd (per quanto discussa dai puristi di entrambi i lati e da quelli che invocano la categoria astratta delle persone serie) si realizza un passaggio raro nella storia italiana, ma sempre molto proficuo. Si porta a compimento la politicizzazione e costituzionalizzazione di un movimento antipolitico e anticostituzionale, oltre che populista e con tendenze naturali verso la destra pericolosa. È un risultato di rilievo. In passato le cose peggiori per l'Italia sono avvenute quando lo spontaneo populismo di grandi parti dei cittadini veniva abbandonato a sé stesso e poi blandito in modo strumentale. In questo caso la politica attiva e forse lo stesso successo elettorale hanno fatto il miracolo di costringere i populisti a confrontarsi con la realtà. E, doppio colpo fortunato, li hanno portati a responsabilità e a compromessi, cioè dalle parti della politica praticata e non descritta polemicamente e basta. Poi figuriamoci restano quello che erano e il processo di costituzionalizzazione sarà ancora da completare, ma è evidente, ad esempio nella rivolta serpeggiante contro il vincolo di mandato imposto dalla Casaleggio & associati, che passi rilevanti sono stati fatti e soprattutto che la direzione è segnata.
Andrea Marcucci ha un ruolo nel Pd, da cui non è uscito verso Italia Viva pur avendo forte rapporto personale con Matteo Renzi, e vede le cose molto diversamente da Zingaretti.
E c'è anche le linea Nannicini.
Questa invece è l'opposizione.
Oggi Foglio carico di questione romana, con invotabilità di Raggi e anche constatazione della mancanza di proposta e candidature nel Pd e nel suo mondo. Allora andiamo a vedere l'unico candidato di area centrosinistra che ha già cominciato la sua campagna, anche se per ora in proprio e senza la benedizione dell'apparato.
Crisanti apprezza lo stop alle danze.
Lo avevano già fatto mesi fa in Corea.
Dove vanno e da dove ritornano le cialde del caffè.
La stella che corre verso il buco nero (ricordate che non proprio buchi in cui si casca).
Ogni tanto se ne parla.