La ricostruzione del ponte Morandi e i guai di Tesla. Di cosa parlare a cena

Giuseppe De Filippi

Massimo D'Alema non sarebbe indifferente alla candidatura di Nicola Zingaretti. Chiederà la tessera? E comunque certamente ci voleva questa resipiscenza della ditta per smuovere un po' le cose in vista del congresso del Pd.

  

Intanto Giovanni Tria va avanti con il suo governo, quello responsabile, europeista.

 


  

A Genova si tenta di accelerare sulla ricostruzione del ponte sul Polcevera. C'è il plastico (con un effetto comico, ovviamente fuori luogo, quando l'ad di Autostrade Castellucci lo fa cadere in terra e rompe il modellino del ponte) tratto dal progetto di Renzo Piano. C'è uno stringersi attorno all'Ilva (che ha sede anche a Genova) dalla quale si propone con slancio di prendere l'acciaio necessario. Ma c'è un punto dirimente che viene colto con chiarezza solo dal commissario Giovanni Toti: serve una deroga, perché altrimenti con la procedura standard, cioè quella della gara europea, passa un anno solo per la fase preliminare di assegnazione dei lavori.

   

Gli sgomberi delle occupazioni abusive, ecco un altro tema con cui si mandano in testacoda molti princìpi giuridici e anche politici. La Lega, ovviamente, cavalca questa iniziativa, che ha evidenti somiglianze con le mosse leghiste contro i migranti. Il problema è che appunto in entrambi i casi c'è da fare i conti, anche politicamente, con l'applicazione della legge e con il senso comune. Ma le risposte utilizzate da qualche anno a questa parte non possono funzionare ancora indefinitamente, l'ipocrisia non è consentita al potere oltre un certo limite. 

  

E se però i populisti non fossero una maggioranza silenziosa ma una minoranza urlante?

  

Lascia il nuovo capo della contabilità di Tesla, che era stato preso solo da quattro settimane. La responsabile delle risorse umane resta in congedo e non torna in azienda: fuggono tutti, probabilmente a bordo di una buona auto diesel europea. Dall'azienda visionaria di Elon Musk. Intanto lui era in tv a fumar canne, mentre il titolo delle auto del visionario, diciamo le auto del cambiamento, crollava in Borsa.

 

 


 

Invece Starbucks va benissimo e a Milano c'è la fila per vedere com'è la Roastery (termine che entrerà presto nell'uso).

 

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