Cultura
L'ESPERIMENTO •
Il primo phone ban all'italiana si sperimenta in Sardegna, e non poteva che partire dai ristoranti
Dal primo novembre quindici ristoranti sardi inviteranno i clienti a mettere via gli smartphone, sostituendoli con giochi, pastelli e rompicapo. L’iniziativa è pensata per le famiglie con bambini, anche se, a sentire i ristoratori, sono soprattutto gli adulti ad aver bisogno di imparare a stare a tavola senza cellulare

(Foto Getty)
In Sardegna, a partire dal primo novembre, in quindici ristoranti sarà vietato utilizzare il cellulare a tavola. Una sorta di ban all’australiana in versione ridotta, limitato al momento del pasto, ma esteso anche agli adulti. Ovviamente non si tratta di un divieto vero e proprio. Nessun cameriere pronto a riprendere genitori o figli sorpresi a utilizzare lo smartphone.
È un esperimento, “un tentativo”, come dicono al Foglio dalla Fipe sarda. A promuoverlo, insieme alla federazione, è stata Anna Cau, garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza. Il progetto si chiama “A tavola senza schermi” e si rivolge alle famiglie con bambini e adolescenti. Per un mese, genitori e figli saranno invitati a mettere via i telefoni e a utilizzare un “kit del ritrovo” con giochi, disegni da colorare e attività pensate per diverse fasce d’età, da fare insieme nell’attesa delle portate. Ai genitori sarà distribuito anche un opuscolo con consigli sull’uso degli schermi, che rimanda alla guida della Federazione italiana medici pediatri sui rischi e sulle opportunità del digitale.
Tra i ristoratori che hanno aderito c’è anche chi ci aveva già pensato, coma la Trattoria Terra Nostra di Olbia: "I genitori – ci dice il proprietario – hanno sicuramente bisogno momento per parlare tra di loro. E infatti da sempre portiamo ai bambini bicchieri da colorare, fogli, astucci con pastelli. Il nostro, come altri ristorati, è attrezzato per accogliere i più piccoli. Alla base del problema però c'è innanzitutto un malcostume dei genitori".
Rispetto alle solite cose da colorare, c'è in questo caso una componente “pedagogica”, nel senso che all’interno del “kit” sono presenti giochi educativi, di quelli che nel libretto delle istruzioni recano i potenziali benefici sulla persona. Sul sito della casa produttrice si legge che questi giochi “allenano la mente a qualsiasi età, stimolando abilità personali utili per la vita di tutti i giorni”. Tra quelli intravisti durante la conferenza stampa di presentazione del progetto c’è “Visual”, sottotitolo “Il gioco di attenzione e concentrazione” (una specie di Memory), ma soprattutto “100 rompicapo mentali e logici”, della collana “Active Minds Forever”. Ci sarebbe poi anche una variante del Gioco dell’oca, per la gioia dei camerieri. Comunque tutti giochi che, a prima vista, sembrano pensati più per tenere occupati gli adulti che i bambini.
Pastelli a parte, la cosa più interessante del kit è proprio l'opuscolo informativo, che reca un Qr che rimanda direttamente a una pubblicazione della Federazione italiana medici pediatri, dove vengono illustrati i rischi, nefasti, dell'uso eccessivo degli smartphone per lo sviluppo fisico e cognitivo di bambini e adolescenti. Non proprio il massimo da leggere al ristorante, ma quella di ipnotizzare i figli con uno schermo per garantirsi un pasto in santa pace rimane un’abitudine troppo diffusa. Come diffuso rimane l’utilizzo dei cellulari a tavola da parte degli adulti.
Anzi, a sentire alcuni dei ristoratori che hanno aderito all’iniziativa, il problema riguarda soprattutto le tavolate senza bambini. C’è addirittura chi, come il gestore del Craf Da Banana di Oristano, si è ritrovato a “rimproverare” clienti completamente assorti nei propri cellulari: "Prima non era così. Vorrei dirti 'ai miei tempi' ma ho 34 anni quindi non sto parlando di un'altra epoca. Capita di vedere gruppi di persone sedute allo stesso tavolo completamente in silenzio. Quando si tratta di genitori con figli fa ancora più effetto, ma è una cosa che riguarda tutti"
Ben venga dunque il kit per le famiglie, anche se forse i giochi di attenzione e concentrazione potrebbero tornare utili soprattutto a chi ha superato da un pezzo l’età dei pastelli. Più o meno tutti i ristoratori insistono infatti sulla "convivialità”, sul piacere di condividere un momento a tavola evitando le continue distrazioni degli smartphone. Senza attribuire all’iniziativa particolari benefici né temere conseguenze negative. Chi ha deciso di aderire ha pensato sì ai bambini, ma soprattutto agli adulti. Per certi versi, tavolate più silenziose potrebbero persino facilitare il lavoro dei camerieri. Ma una sala piena di clienti assorti negli schermi finisce inevitabilmente per cambiare anche l’atmosfera del ristorante. E, a quanto pare, non è questa la tranquillità che i ristoratori cercano.
Emanuele Frongia, presidente della Fipe Sardegna si unisce alle considerazioni dei colleghi e ci spiega il senso del divieto: "Non stiamo facendo nulla di nuovo. Stiamo solo cercando di riportare alla normalità una situazione che sembra essere sfuggita di mano. Quelli che dovrebbero essere momenti di pace vengono spezzati dall'uso dei cellulari. In questo modo anche i legami vengono distorti. Poi in questo esperimento sono coinvolti i pediatri quindi anche le alternativa non sono casuali. Si tratta, ripeto, di un esperimento, di un test per capire i clienti come reagiranno. Ora l'importante è che se ne parli".
Pare che almeno questo obiettivo sia stato raggiunto, dato che ne ha scritto persino il Guardian. Sarà che ogni settimana c'è un paese che annuncia divieti per tutelare i minori, sarà che il primo "ban" all'Italiana ha a che fare col cibo, resta il fatto che finora questa sembra essere l'unica iniziativa del genere estesa anche agli adulti.