Cultura
L'ANNIVERSARIO •
La Philharmonia torna a Berlino nel segno di Sinopoli
A venticinque anni dalla scomparsa di Giuseppe Sinopoli, Robin Ticciati dirige la Philharmonia Orchestra London in un programma che intreccia Wagner, una rara partitura dello stesso Sinopoli e l’Ottava Sinfonia di Dvořák

Giuseppe Sinopoli (Foto Getty)
Sedici anni dopo l’ultima apparizione a Berlino, la Philharmonia Orchestra torna in città. Giovedì 15 ottobre, alle 20, Robin Ticciati la dirigerà nella sala grande della Philharmonie, in un concerto dedicato a Giuseppe Sinopoli. Il programma include il Preludio e Morte d’amore dal Tristan und Isolde di Wagner, Pour un Livre à Venise, vol. 1, composto da Sinopoli nel 1975, e l’Ottava Sinfonia di Dvořák. Nel Liebestod canterà il soprano Maria Motolygina.
Sinopoli aveva guidato la Philharmonia fra il 1984 e il 1994. Il rapporto fra il direttore veneziano e l’orchestra appartiene dunque alla storia stessa dell’ensemble, che porta sul palco una parte concreta della sua eredità artistica. Il ritorno a Berlino ricompone anche un altro legame. Qui Sinopoli morì il 20 aprile 2001, colpito da un infarto mentre dirigeva l’Aida alla Deutsche Oper.
L’iniziativa, promossa dall’Istituto Italiano di Cultura di Berlino nell’ambito di Sinopoliana 2026, nasce da un’idea del Direttore Alessandro Turci e del Vice Presidente della Camera Giorgio Mulè per provare a restituire Sinopoli alla musica viva, raccogliendo le diverse dimensioni della sua esperienza di direttore, compositore e intellettuale.
Il concerto si apre con Wagner, attraverso cui Sinopoli conquistò una statura internazionale, dalla Deutsche Oper al Festival di Bayreuth. Le sue letture guardavano alla struttura della partitura, alla trasparenza dell’orchestrazione e alle tensioni psicologiche del dramma musicale. Nel 2000 fu il primo direttore italiano a dirigere a Bayreuth l’intero ciclo dell'Anello dei Nibelunghi.
Nel Tristano la tensione fra desiderio e compimento, attesa e dissoluzione prende la forma di una musica che ha cambiato la storia dell’opera. Sinopoli vi trovava un campo d’indagine sul tempo, sulla memoria e sui significati simbolici dell’esperienza umana.
Al centro della serata c’è Pour un Livre à Venise. La composizione rielabora materiali di Costanzo Porta, compositore veneziano del Rinascimento, intrecciando la polifonia storica con il linguaggio della contemporaneità. Venezia, qui, è una città stratificata, un luogo in cui il passato continua a generare significati. Nella scrittura di Sinopoli convivono la lezione di Bruno Maderna e Luigi Nono, la memoria musicale veneziana e il gusto per una modernità capace di attraversare la storia.
Con Dvořák il programma cambia luce. L’Ottava Sinfonia mette insieme cantabilità, richiami alla natura, ricchezza timbrica e vitalità ritmica. La tradizione popolare e la grande forma sinfonica convivono senza irrigidirsi. La musica procede per aperture, deviazioni e trasformazioni, con una libertà che alleggerisce la densità di Wagner e della scrittura sinopoliana.
Direttore d’orchestra, compositore, archeologo e studioso delle civiltà antiche, Sinopoli ha sempre tenuto insieme musica, storia, filosofia e letteratura. Alla Philharmonie, il 15 ottobre, la sua memoria passerà prima di tutto dall’ascolto.