Una fiera democratica come la lettura stessa

A pordenonelegge un’arena sulla libertà di parola e su chi soffre per difenderla. Previsti 447 incontri con 60 anteprime editoriali e un'onorificenza speciale per Mattarella, Salman Rushdie e Vera Politkovskaja, la figlia di Anna
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Foto ANSA

Ha il “volto” di un tarassaco, la 27esima edizione di pordenonelegge: una pianta spontanea che cresce ovunque, anche fra le crepe del cemento, “democratica” e libera come la lettura. Perlomeno, come dovrebbe esserlo scrivere e leggere i libri. Perché sappiamo bene che nel mondo, oggi, la libertà di opinione e di espressione, la libertà di lettura e di scrittura, così come il dissenso, troppo spesso comportano un prezzo doloroso. Dall’Afghanistan all’Iran, dalla Cina alla Russia – dove la vicenda di Anna Politkovskaja continua a parlarci, vent’anni dopo – il nostro tempo dimostra che niente è per sempre, tantomeno i diritti della persona. Per questo, fino a domenica pordenonelegge – che da alcune stagioni “veste” con orgoglio il nome di Festa del libro e della libertà – non sarà, “semplicemente”, una agorà di incontro letterario, ma il luogo in cui testimoniare che non c’è libertà del libro senza libertà di pensiero, e non c’è vera democrazia senza la possibilità di dissentire.
Nell’edizione che si è appena inaugurata con Salman Rushdie, e che si concluderà domenica con l’intervento in presenza del presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella e il Concerto per l’Italia del trio Il Volo, abbiamo progettato lo spazio della Dissensio Arena, dove fanno tappa autori, autrici e intellettuali provenienti o esiliati da Afghanistan, Iran, Cina, Turchia, Algeria, Russia e altri paesi. E’ il palcoscenico del festival dedicato alla libertà di parola e a chi nel mondo ha sofferto per affermarla, il modo più efficace per celebrare l’atto di leggere e condividere un libro: un gesto capace di cambiare la vita, lo sguardo e la prospettiva delle persone. In un festival che ospita oltre 694 voci italiane e internazionali, e che in cinque giorni propone ben 447 incontri con 60 anteprime editoriali, la Dissensio Arena ospita, fra gli altri, lo scrittore iraniano Kader Abdolah naturalizzato olandese, la scrittrice franco-marocchina Leïla Slimani, la poetessa e attivista iraniana Bita Malakuti, la giovane autrice siriana Amani El Nasif, la scrittrice algerina Amal Bouchareb, l’israeliano Assaf Gavrone e il turco-curdo Burhan Sönmez, lo scrittore cinese in esilio Liao Yiwu che ha raccontato Wuhan e il comportamento del governo cinese nel periodo drammatico della pandemia. E l’ucraina Yaryna Grusha, arrivata in Italia come “bambina di Chernobyl” e oggi protagonista della scena letteraria internazionale dal nostro paese.
Sempre in questi giorni, torna a pordenonelegge lo spazio dell’Arena Europa, diventato contesto identitario del festival per dibattere delle grandi sfide della contemporaneità e per “disseminare”, nel corso del festival, i valori di libertà della cultura europea. Sarà proprio nel cuore dell’Europa, a Praga – simbolo di resilienza attiva per la libertà e la cultura attraverso la Rivoluzione di velluto dell’89 – che si chiuderà ufficialmente la 27esima edizione di pordenonelegge, con un cartellone di eventi pubblici il prossimo ottobre. Intanto, per il primo anno arriva anche la speciale Onorificenza di Ambassador of Freedom – Ambasciatori della Libertà, conferita da Fondazione Pordenonelegge.it per celebrare chi si fa portavoce e custode di un valore inestimabile: la consegneremo quest’anno al presidente Sergio Mattarella, che ci onora della sua presenza, a Salman Rushdie e a Vera Politkovskaja, protagonista del festival nei giorni che ci guidano al ventennale dell’assassinio di sua madre, la giornalista Anna Politkovskaja. Era il 7 ottobre 2006.
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Michelangelo Agrusti, presidente di Fondazione Pordenonelegge.ita