Angela Azzaro e la necessità di ascoltare voci diverse

Intellettuale, giornalista libera e rigorosa, femminista e transfemminista, garantista. Un volume ricorda l'autrice morta prematuramente attraverso 100 prime pagine del suo dirompente inserto Queer

17 LUG 26
Ultimo aggiornamento: 15:41
Immagine di Angela Azzaro e la necessità di ascoltare voci diverse

La copertina del volume, illustrata da Mp5

“Queer è la messa in discussione delle identità” e “guardare le cose in modo queer significa non guardarle in modo convenzionale, come fanno tutti, per compiacere”. Così scrivevano le giornaliste Angela Azzaro e Carla Cotti a gennaio 2009 nella nota che concludeva l’audace esperimento editoriale chiamato appunto Queer, nato come inserto domenicale di Liberazione. Il progetto è partito nel 2004, quando il termine apparteneva ancora a una sfera lontanissima dal linguaggio di tutti i giorni. Artefice della pubblicazione è stata Azzaro, al tempo vicedirettrice del quotidiano di Rifondazione comunista, insieme a Francesco “Warbear” Macarone Palmieri, teorico e pioniere della scena queer italiana. I 185 numeri usciti, dedicati alla cultura lgbtq+ ma non solo, rappresentano oggi l’affresco di un periodo storico vicino ma lontanissimo dall’attualità, dal post 11 settembre all’avvento della musica in free download. Tra i collaboratori figurano anche firme come Tullio De Mauro e Nicola Lagioia.
Lo scorso 10 giugno, questo esperimento è stato ripreso con la pubblicazione di Queerstorming, un volume pubblicato da All Around che raccoglie 100 prime pagine di Queer, recuperate grazie all’archivio della Fondazione Lelio e Lisli Basso. Il libro è dedicato ad Angela Azzaro, scomparsa a Roma lo scorso 7 febbraio all’età di 59 anni. 
Queerstorming è curato dall’Associazione Angelessa, fondata a Roma a maggio 2026 per “custodire e far brillare - ancora - la voce, le idee e il pensiero di Angela Azzaro, intellettuale, giornalista libera e rigorosa, femminista e transfemminista, garantista”, si legge nel frontespizio. L’associazione si ispira dichiaratamente “ai principi e ai valori che ne hanno contraddistinto l’impegno: difesa dei diritti e della dignità di ogni persona, critica di ogni forma di abuso di potere, esclusione e ingiustizia”.
Nell’introduzione a opera delle giornaliste Monia Cappuccini e Emanuela Del Frate, Azzaro è ricordata come “ideatrice, artefice e capitana indiscussa di quell’esperienza”. L’autrice, si legge di seguito, parlava di transfemminismo e intersezionalità molti anni prima che questi temi entrassero nel dibattito quotidiano, superando “i limiti del pensiero dicotomico e delle identità cristallizzate”. Il suo è un racconto, scrivono le due autrici, “con il piglio della giornalista militante e dall’unica prospettiva critica possibile, la più radicale, quella del femminismo”. Cappuccini e Del Frate considerano Queer come il capolavoro della collega prematuramente scomparsa, un progetto condotto con cura ai limiti del maniacale “senza però mai prescindere dal confronto aperto e leale” con chi la pensava diversamente. L’esperienza Queer si conclude infine nel 2009, in protesta contro la destituzione del direttore Piero Sansonetti.
Giornalista e scrittrice, Angela Azzaro si è morta a Roma lo scorso 7 febbraio all’età di 59 anni. E’ stata caporedattrice culturale a Liberazione, poi vicedirettrice de Il Dubbio e Il Riformista e successivamente collaboratrice de L’Huffington post. Spesso presente anche nei talk show politici su La7, da "L'aria che tira" a "Tagadà", dopo la sua morte è stata ricordata con affetto da numerosi colleghi, associazioni femministe e personaggi politici.