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Una morte "Eroica", la recensione
“Una morte Eroica” è un giallo che è anche uno spaccato, il miglior spaccato al momento disponibile, su quel mondo lì, quello dell’Eroica. E sul perché ci sono così tanti appassionati di biciclette che vanno in Toscana (almeno) due volte all'anno a pedalare tra gli sterrati
28 MAG 26

Quello che hanno trovato ammazzato era uno che era esperto di cybersicurezza e che scriveva di biciclette per un giornale di biciclette e “si vestiva da scemo e, con altri scemi, andava in giro su pezzi di ferro del secolo scorso”.
Quello che hanno trovato ammazzato, lo hanno trovato ammazzato a Montalcino, nei giorni giusti per vestirsi da scemo e andare in giro su un pezzo di ferro del secolo scorso. I giorni dell’Eroica Montalcino, la ciclostorica, prima figlia, e prediletta, dell’Eroica primigenia, L’Eroica che parte e arriva a Gaiole in Chianti ogni prima domenica d'ottobre.
Quello che hanno trovato ammazzato a Montalcino si chiamava Carlo Simonelli, come si chiama l'autore del libro, "Una morte Eroica", edito da Ediciclo. E non è omonimia. E’ proprio lui, l’autore, a essere stato ucciso nel romanzo.
“Una morte Eroica” è un giallo dove c’è un commissario, il commissario Reti, c’è un indagine, c’è un morto che esiste davvero e ancora vivo al di fuori delle pagine del romanzo. E ci sono anche altri personaggi reali, anche loro vivi e in salute – anche se alcuni di loro non in grande forma fisica – che come l’autore si vestono da scemi e, con altri scemi, vanno in giro su pezzi di ferro del secolo scorso, ma che si possono incontrare anche in sella ad altre biciclette del secolo corrente. E c’è pure un colpevole, ma quello, come quasi sempre accade nei gialli, lo si scopre alla fine (e questo non è il posto giusto per spoilerare il finale).
“Una morte Eroica” è un giallo che è anche uno spaccato, il miglior spaccato al momento disponibile, su quel mondo lì, quello dell’Eroica. E sul perché ci sono così tanti appassionati di biciclette che si vestono da scemi e vanno in giro su pezzi di ferro del secolo scorso e che ogni anno decidono di muoversi verso Montalcino (come accadrà tra poco, tra sabato 30 e domenica 31 maggio) e Gaiole in Chianti, per muoversi tra gli sterrati del senese e del Chianti in sella a biciclette in acciaio.
Quello che ha scritto Carlo Simonelli è un romanzo polveroso come le strade bianche dell’Eroica. E la polvere nel ciclismo è un valore aggiunto. Un romanzo che è una dichiarazione d’amore alla bicicletta e al pedalare, che parla di un mondo a pedali ma non solo a chi quel mondo lo conosce, lo percorre, lo frequenta. Un romanzo alcolico, perché almeno in certi luoghi, almeno in certe manifestazioni sportivi senza classifica, vino e biciclette vanno felicemente assieme. Un romanzo che va a velocità ciclistica, quella giusta per godersi il momento, i panorami, ciò che si ha davanti e cosa ci passa accanto.
