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Addio a Giampaolo Pansa, che fuggiva da ogni semplificazione

Il ricordo dell’insurrezione dei “boia chi molla” a Reggio Calabria

13 Gennaio 2020 alle 09:54

Addio a Giampaolo Pansa, maestro di verità

Giampaolo Pansa (foto LaPresse)

La notizia della scomparsa di Giampaolo Pansa, ricordato con affetto e stima da (quasi) tutti, spinge a riflettere sulla figura di un giornalista da sempre interessato, prima di tutto, a capire, rifiutando di dare retta a quelli che pensano di avere già capito tutto. I suoi recenti detrattori che lo accusano di “infangare” la Resistenza perché non ha accattato la leggenda e ha cercato, anche in questo caso, di rievocare i fatti, non scalfiscono, anzi esaltano la sua personalità di...

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Sergio Soave

Nato ad Alessandria, in Piemonte, nel 1947, studia a Milano, dove svolge attività nelle organizzazioni politiche, sindacali e cooperative della sinistra. Costretto ad abbandonare queste attività dallo scoppio di Tangentopoli, trova asilo politico e professionale nel Foglio, al quale collabora dalla fondazione. Scrive anche come commentatore politico su altre testate, come l’Avvenire. Ora vive nelle Langhe e passa lunghi periodi in Catalogna e, sul confronto tra il nostro sistema politico e quello di Madrid ha scritto un libretto, “Pasticcio italiano in salsa spagnola”, per Boroli editore.

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Commenti all'articolo

  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    14 Gennaio 2020 - 00:17

    Volata via l'unica voce libera, razionalmente, onestamente, documentata che ha messo a nudo la retorica ideologica e partigiana della Resistenz che ha liberato l'Italia. Pansa ci mancherà.

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  • Andrew

    13 Gennaio 2020 - 13:07

    È una grande perdita professionale poiché il giornalismo perde un maestro capace di dare dignità letteraria e quasi leggendaria alle cronache politiche senza alterare in alcun modo i dati reali riportati ed evidenziati senza forzature pregiudiziali. E infine, ma soprattutto, è una grave perdita sul piano culturale. In un Paese a vocazione conformista e dominato da una sinistra intellettuale che impone l’omologazione e non ammette alcuna forma di dissenso isolandolo e criminalizzandolo, è stato un modello di voce divergente che non ha avuto paura di uscire da un coro in cui era stabilmente inserito non per piaggeria ma per convinzione ed ha avuto il coraggio di testimoniare il valore della divergenza fondata sulla forza della verità e non della convenzione. Il giorno in cui si istituirà il premio destinato alla cultura divergente a lui spetterà il primo premio. Non alla memoria, ma all’esempio. Solo con la divergenza basata sula verità si contrasta il conformismo e l'omologazione. R.I.P

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  • Giovanni Attinà

    13 Gennaio 2020 - 12:35

    Giampaolo Pansa è stato un grande giornalista che ha dato lustro al mondo dell'informazione. I suoi libri sul periodo della Resistenza fanno meditare e dimostrano la necessità dell'approfondimento sui fatti storici, senza le verità precostituite. Poi da rilevare il suo modo di fare giornalismo : da idee di sinistra non ha mai esitato a criticare quest'area su quanto di sbagliato ha fatto. Cosa rara questa, che evidenzia l'importanza di essere controcorrente.

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  • Cacciapuoti

    13 Gennaio 2020 - 10:38

    Quale verità? e per chi?

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