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Ecco il famoso astronauta che torna sulla Luna

Peanuts Worldwide e Nasa vogliono creare contenuti di intrattenimento per diffondere l'educazione scientifica e tecnologica. Grazie a Snoopy, che è andato nello spazio prima di noi

11 Luglio 2018 alle 17:19

Ancora prima che l'uomo mettesse piede sulla Luna, Snoopy aveva già messo lo zampino nel programma spaziale degli Stati Uniti. Nel 1969, durante la missione Apollo 10, due dei moduli lunari vennero chiamati Charlie Brown e Snoopy, ispirandosi alle strisce di Charles "Sparky" Schulz, il fumettista più timido e famoso di tutti i tempi. Craig, suo figlio più giovane, ha ricordato che Sparky lo descrisse come il momento che lo rese "più fiero di tutta la sua carriera". Snoopy, dal canto suo, aveva già raggiunto la Luna mesi prima, grazie alla penna del suo creatore. Ora, i Peanuts e l'agenzia spaziale americana stanno per lanciare una nuova fase di partnership.

    

     

Gli astronauti si sono avvicinati per la prima volta a Schulz a metà degli anni Sessanta, per chiedergli il permesso di stampare il sublime ed egocentrico bracchetto Snoopy – che in tante delle sue mille avventure, tutte rigorosamente immaginarie, si finge un aviatore della Prima Guerra mondiale – sulla sua attrezzatura per i voli spaziali. L’idea di utilizzare Snoopy venne ad Al Chop, all’epoca direttore delle Relazioni col pubblico del centro spaziale di Houston. E Schulz ne fu entusiasta, tanto da accordare alla Nasa il diritto di utilizzare Snoopy the Astronaut (qui il Post ha ripubblicato online tutta la serie) a titolo gratuito. Nel 1968, l'agenzia scelse il bracchetto come icona che avrebbe "enfatizzato il successo della missione" e come cane da guardia "per la sicurezza dei voli": quest'anno è il 50mo anniversario della creazione del Silver Snoopy Award: un'onorificenza che riconosce i successi degli impiegati e appaltatori dell'ente che si occupano della sicurezza dei voli spaziali. Chi viene premiato riceve una medaglietta d'argento sulla quale è inciso il cangnolino di Charlie Brown, con sciarpa da aviatore e casco da astronauta. Più di 11.000 persone l'hanno ricevuto dall’inizio del programma.

    

Ora Peanuts Worldwide e Nasa hanno firmato un accordo pluriennale, progettato per "ispirare la passione per l'esplorazione spaziale e l'educazione Stem" tra gli studenti, scrive il Washington Post (Stem sta per Scienza, tecnologia, ingegneria e matematica e viene utilizzato per indicare i corsi di studio volti a incrementare la competitività in campo scientifico e tecnologico). Insomma, Peanuts e Nasa vogliono creare contenuti di intrattenimento – editoriali, di merchandising e progetti interattivi – che possano aiutare a diffondere l'educazione scientifica e tecnologica, facendosi aiutare da Charlie Brown e dall'indomita e filosofica banda delle "noccioline". Un'universo disegnato durante 50 anni, che è stato tradotto in più di 20 lingue e pubblicato in una settantina di nazioni. E' il potere spaziale di "Sparky": come scrive David Michaelis in Schulz e i Peanuts (Tunué),"ovunque le persone sentono di essere cresciute con lui, di essere state curate da lui durante l’infanzia, consolate nell’adolescenza, rasserenate nell’età adulta. Perfetti sconosciuti lo considerano uno di famiglia". Anche se si trovano a 384.400 chilometri da casa.

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