E' morto lo scrittore Philip Roth

Redazione

E' morto ieri sera in un ospedale di New York lo scrittore 85enne Philip Roth, tra i grandi della letteratura del Novecento.

 

Roth è morto "circondato dai suoi amici di una vita che lo hanno profondamente amato", ha scritto il suo biografo, Blake Bailey. Era nato il 19 marzo del 1933 a Newark, nel New Jersey, si era laureato alla Bucknell University e aveva conseguito un master in letteratura inglese all'Università di Chicago. I suoi primi racconti erano stati pubblicati, mentre insegnava all'Università di Chicago e in seguito all'Università della Pennsylvania, dalla Paris Review, Esquire, il New Yorker. Conquistò fama, e polemiche, con il suo terzo romanzo, Portnoy's Complaint. Vinse il premio Pulitzer per il suo romanzo del 1997 "American Pastoral".

 

Roth non riuscì mai a vincere il Nobel, per il quale era stato dato per favorito per anni. Lo scrittore, che ha vissuto a New York e nel Connecticut, divenne celebre per aver raccontato il mondo ebraico-americano nei suoi oltre 30 romanzi. Roth disse di aver raggiunto un punto di svolta quando si rese conto che avrebbe potuto usare il suo stesso mondo come materia prima letteraria, sia che si trattasse della sua educazione o della sua città natale Newark, in New Jersey. "Non puoi inventare dal nulla, o io certamente non posso", affermò in un documentario del 2011. "Ho bisogno di una realtà, mi basta strofinare due pezzi di realtà insieme per dare vita ad un fuoco di realtà".

  

Abbandonò la scrittura nel 2012, a due anni dal suo ultimo romanzo "Nemesis", annunciando di non avere più le energie per gestire la frustrazione che accompagna la creazione letteraria. Una decisione ulteriormente giustificata negli ultimi anni: "Raccontare storie, una cosa che è stata preziosa per tutta la mia vita, non è più centrale. E' strano, non avrei mai immaginato che una cosa del genere potesse accadermi", aveva spiegato al quotidiano francese Libération. 

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