Suttaterra

Orazio Labbate Tunuè, 140 pp., 12 euro
27 DIC 17
Ultimo aggiornamento: 13:01 | 23 AGO 20
Immagine di Suttaterra
La “Suttaterra” di questo romanzo è tanto quella di Milton, West Virginia, dove il protagonista Giuseppe Buscemi – trentenne, becchino di professione, figlio di quello “Scuru” Razziddu Buscemi che dopo l’emigrazione dalla Sicilia diventò un fervente predicatore – è nato e risiede, tanto quella di Butera, o meglio di quel tratto di terra che separa Butera da Gela e che è la terra di origine del nostro. Giuseppe deve fare i conti con la perdita della moglie Maria che lo consuma giorno dopo giorno, fin quando non riceve, ad un anno dalla morte, una lettera della defunta che lo invita a raggiungerla a Gela, dove si sposarono. La lettera sembrerebbe autentica, scritta dalla stessa Maria, e così Giuseppe, in preda al panico e al desiderio di rivedere sua moglie, parte per la Sicilia, un viaggio a metà tra dimensione onirica e spietata realtà.
Giuseppe Buscemi e Maria Boccadifuoco: perfino nei nomi dei protagonisti vi è una ricerca superiore, la consapevole miscela di spiritualità, fede mistica e passione, sconvolgimento, arditezza. In “Suttaterra” persiste questo rapporto disconnesso e informe – eppure chiarissimo – tra fanatismo e rivelazione religiosa, tra la morte – che è solamente un “fatto di terra”, ha un significato materiale e pratico, si torna ad essere polvere e si sprofonda nel terreno – e la vita umana, che diventa una caccia agli errori divini. Tra ricordo, dolore e speranza, i piani temporali si intrecciano così che passato e presente tornano ad essere due facce diverse della stessa medaglia.
Riccardo Falcinelli
Einaudi, 472 pp., 24 euro