Cronaca
Editoriali •
Bravi ragazzi e poliziotti cattivi
Centotrenta segnalazioni di “abusi” degli agenti. Ma poi i feriti sono loro
29 OTT 26

L’opinione pubblica è in fermento, come si dice, e i motivi ovviamente non mancano, sui temi della sicurezza. La decisione del gip di Milano sull’arresto di Youssef Siher, che ha evidenziato una inattendibile forzatura nelle accuse, e il riaprirsi del caso di Abderrahim Fakir (la sua morte è stata determinata da “concause”, va detto, e non dal solo elemento “colpevole” degli agenti), con gli audio rabbrividenti degli agenti, alzano la pressione. Sarebbe il caso di raffreddare le opposte propagande. Se per quella del governo ci ha pensato la magistratura, per il resto siamo in attesa.
Ad esempio di capire l’esito delle “centotrenta segnalazioni di eccessi” che sarebbero stati commessi dalle Forze dell’ordine nel corso delle manifestazioni studentesche degli scorsi giorni. “Minorenni trattenuti per ore senza possibilità di avvertire i genitori, ragazzi fermati lontani dai cortei, persino al parco mentre giocavano a basket o ping pong” scrive Repubblica compulsando il dossier che un pool di legali starebbe raccogliendo. Molto notiziosa la storia della ragazza romana con la felpa nera che sarebbe stata condotta in questura senza avere nemmeno iniziato a manifestare. L’avvocato Gilberto Pagani di Legal team ha dichiarato: “La cosa che più colpisce è la profilazione razziale”. Lo dice in base a segnalazioni soprattutto da Milano, dopo i disordini quando quasi 200 minorenni erano state portate in questura. Ci sarà un motivo concreto, e non “razziale”? La democrazia e la libertà di manifestare vanno tutelate, ma non siamo, a quanto risulta anche dalle denunce, a Bolzaneto. Invece, ancora una volta, va ricordato che a essere finiti in ospedale nei giorni scorsi sono stati decine di agenti, e nessun giovane manifestante. Una mamma ha denunciato: “Mio figlio è stato fermato mentre si dirigeva alla manifestazione, perquisito e portato via, tenuto più di nove ore in questura senza avvisarci, per cosa? Per 16 mascherine chirurgiche nello zaino”. Forse si era scordato che il Covid è finito. All’asilo Mariuccia.