Cronaca
La Storia •
"Peter Thiel vuole la mia tessera sanitaria”. Ranucci scopre un complotto globale in concessionaria
Dopo la bomba d'amore del suo amico Lavitola, Sigfrido è andato a comprare un'auto nuova e ha scoperto che il ceo di Palantir voleva bloccargli il noleggio a lungo termine. O forse no
12 SET 26

Ma perché Peter Thiel vuole avere la tessera sanitaria di Sigfrido Ranucci? E’ la domanda che si pone incessantemente, da mesi, l’ex conduttore di Report nel tour promozionale del suo libro. Anzi, come dice lo stesso Ranucci, questa faccenda della tessera sanitaria lo ha spinto a “scrivere con urgenza questo libro”, indicativo dello schiacciamento della democrazia sotto il peso dei tecno-oligarchi di destra. Sono almeno tre mesi che da Asiago a Piano di Sorrento racconta in giro questa storia. L’ultima volta l’ha fatto pochi giorni fa, alla festa di Avs a Roma. Eccola. Praticamente, dice Ranucci, dopo la bomba d’amore che gli ha messo il suo caro amico Valter Lavitola, è andato a comprare un’auto nuova. E che cosa gli succede alla concessionaria? “Mi chiedono la tessera sanitaria”. Questa semplice richiesta, che a una persona normale pare una banalità, al giornalista investigativo apre uno squarcio sul potere globale nell’epoca della “democrazia della sorveglianza”.
“Perché mi chiedono la tessera sanitaria? Io sono un dipendente, ho la mia busta paga...” si chiede Sigfrido. Se il comune cittadino si limita a consegnare il documento per espletare le procedure burocratiche, il cane da guardia del potere fiuta che c’è puzza di poteri forti. E allora indaga, scava tra i documenti, vede i collegamenti, unisce i puntini e... gli viene fuori Peter Thiel: “Scopro che questa società che doveva vendermi la macchina aveva un contratto con Palantir”. Si tratta, come spiega Ranucci, della società di analisi di big data fondata dal venture capitalist e imprenditore tedesco-americano simbolo della tecno-destra vicina al mondo di Donald Trump.
“Peter Thiel è un genio”, dice Ranucci, narrando sinteticamente la sua parabola biografica. “Ha l’idea di creare PayPal investendo insieme a Elon Musk, poi investe su Facebook, Airbnb e LinkedIn, cioè in società che hanno a che fare con la gestione dei dati degli utenti”. Ma poi il salto di qualità. “Dopo l’11 settembre, con la scusa di combattere il terrorismo, nel 2003 crea Palantir, un’azienda che basa sulla segretezza dei dati la sua ricchezza e la sua forza. Lui è ossessionato da Tolkien e Palantir è il nome della sfera di cristallo che consente di controllare il mondo”. La descrizione dell’universo tolkieniano non è esattamente precisa, ma che c’entra tutto questo con la tessera sanitaria? Un attimo ancora.
Ranucci spiega che Thiel ha stretto accordi con il governo degli Stati Uniti per gestire i dati dei servizi segreti, della polizia, dell’Ice e poi passa ai dati della pubblica amministrazione, delle banche, delle assicurazioni e della difesa: “A che cosa servono tutte queste informazioni fatte girare su piattaforme di intelligenza artificiale? Per identificare i nemici degli Stati Uniti”. Ecco che ci avviciniamo alla tessera sanitaria. Ma c’è bisogno ancora di qualche passaggio. “E’ lui che contribuisce a identificare e far uccidere Bin Laden nel 2011, ha contribuito al genocidio a Gaza, ha contribuito a quello che è accaduto in Iran e in Libano”. Ok Sigfrido, ma ancora non si è capito bene perché con tutti questi nemici nel mondo, Peter Thiel sia interessato proprio a te. “Allora perché ha bisogno dei dati della mia tessera sanitaria?”. Ecco, che cosa se ne fa un tecno-oligarca? “Beh, perché il possesso delle informazioni dà potere – illumina Ranucci –. Se io vado a chiedere un finanziamento, sono uno a cui ogni tanto mettono una bomba davanti casa, ho delle patologie... magari non è il caso di finanziarmi più di tanto”.
Ecco svelato l’intrigo internazionale. Peter Thiel voleva la tessera sanitaria di Ranucci per potergli bloccare il leasing o il noleggio a lungo termine della macchina. In una pagina del suo libro “Il ritorno della casta”, in cui appunto ripercorre il “filo nero che attraversa cinquant’anni di storia italiana”, inserendo questo “piano eversivo” all’interno di un “inquietante disegno di un nuovo ordine mondiale”, Ranucci parla di un accordo tra Stellantis e Palantir per ottimizzare le prestazioni delle automobili attraverso l’analisi dei dati di guida prodotti dai veicoli in circolazione. E si domanda: “Oggi se vai a comprare un’auto ti chiedono a garanzia la tua tessera sanitaria. Perché?”.
Non vorremmo ridimensionare la teoria del complotto, frutto dell’intensa spremitura delle migliori meningi del giornalismo investigativo, ma la tessera sanitaria non è a garanzia di nulla. Non è un’ipoteca. Anche perché non c’è possibilità di escussione: che succede se non paghi, la banca ti pignora tre lettere del codice fiscale? Se il venditore ha chiesto al giornalista la tessera sanitaria è perché, banalmente, gli serviva il codice fiscale per il contratto. Ma non c’è alcuna condivisione dei dati, tantomeno di quelli sanitari, con Palantir: Peter Thiel non saprà mai se Ranucci ha il colesterolo alto, il diabete o la prostata ingrossata.
Peraltro, per sapere che Ranucci ha amici che gli mettono le bombe sotto casa, a Peter Thiel non serve la tessera sanitaria ma basta Google. Lo stesso strumento che avrebbe dovuto usare Ranucci prima di scrivere il libro sul nuovo ordine mondiale e sulla “democrazia della sorveglianza”: con due clic avrebbe scoperto – ad esempio sul sito dell’Aci – che per immatricolare un’automobile servono un documento d’identità e la tessera sanitaria (codice fiscale). A volere i dati di Ranucci non era Palantir, ma il Pra.