Cronaca
Finisce un’epoca •
Le Brigate Ranucci: quanti giornalisti hanno rinunciato a Report
Il programma è stato affidato alla coppia De Pasquale-Piervicenzi, dopo una lunga lista dei rifiuti per “paura” di Sigfrido e gli insulti a Salvo Sottile e Giampaolo Rossi

Foto LaPresse
Si dividono Report come la Transnistria: metà va alla Rai con Daniele Piervincenzi e l’altra metà alla redazione con Claudia De Pasquale. E’ finita con lo scambio, ma è finita? Chi poteva condurlo si è rifiutato e chi era stato scelto si è tirato indietro. Avevano paura di guidare Report o avevano paura delle Brigate Ranucci, della milizia che apre “canali di comunicazione” con la Rai e che “accetta” adesso il negoziato, la conduzione affidata a De Pasquale e Piervicenzi? Hanno declinato l’offerta Riccardo Iacona, Peter Gomez, Milena Gabanelli mentre Giulia Presutti si è fatta da parte perché sgradita, per evitare lo sciopero, il gesto dimostrativo. E’ Report o il traliccio di Giangiacomo Feltrinelli a Segrate?
Perché un editore non può scegliere chi deve mandare in video o in radio, come nel caso di Geppi Cucciari che lascia Un giorno da Pecora dopo non aver trovato l’accordo con la Rai? Da quando una comunità di giornalisti seleziona il proprio direttore? Report è forse una cooperativa? Salvo Sottile, altro giornalista Rai, critico con Report, è stato aggredito dalle Brigate Ranucci, prima della presentazione del suo nuovo programma, a colpi “di pezzo di merda” e “venduto”. Lo attendevano sul piazzale di via Teulada gli inviati di Report, Iovene e Bertazzoni, con la telecamera al posto del passamontagna. A Mediaset e La7 sarebbe stato consentito agli inviati di Piazza Pulita dare del “pezzo di merda” a Floris? Paolo Corsini, il direttore degli Approfondimenti Rai, si è quasi dovuto scusare e spiegare che Presutti, la giovane inviata di Report, colpevole di cospirazione secondo Ranucci e la Brigata, “L’ho scelta io”. Sapete al governo Meloni come chiamano la redazione di Report? La chiamano “Askatasuna” e se fosse stato per la destra si sarebbe già bonificata l’area in malo modo.
La decisione di allontanare Ranucci l’ha presa l’ad Rai Giampaolo Rossi e lo ha fatto con la decenza aziendale, ed è stato sempre Rossi, in passato, a chiedere di rendicontare le spese del programma, il solo a domandare: ma è possibile che esista in Rai un programma senza controllo, senza un direttore che vigila? Quando Rossi è stato attaccato da Report, dalle Brigate Ranucci, dalle opposizioni, per aver usato la frase sul giornalismo di teorema, che diventa un cancro, i giornali d’area lo hanno lasciato sbranare. Sono gli stessi giornali che inseguono Ranucci e Lavitola fino all’equatore, tra carcasse di elefanti e avorio. Solo ora che Ranucci è caduto, le Brigate Ranucci fanno un po’ meno paura. Perché direttori di quotidiani e professionisti Rai hanno rifiutato di condurre Report? Non è Ranucci a dire che meglio di Report non c’è nulla?
Prima di arrivare allo scambio Piervincenzi-De Pasquale ha rifiutato Iacona, un professionista di valore. Raccontano che Iacona, un giornalista Rai che ha dimostrato come si possono fare inchieste rigorose senza mangiare cozze, abbia detto: “Non voglio banchettare sulle spoglie di Sigfrido”. Hanno proposto a Gomez, il direttore del Fattoquotidiano.it, e anche Gomez ha risposto che “non se la sentiva”. Sia Iacona sia Gomez potevano garantire indipendenza, così come poteva garantirla Sabrina Giannini, altra inviata di Report, sgradita. Perché? La ragione è il “clima”. Dopo di loro altri candidati sono stati costretti alla rinuncia perché come diceva Eugenio Montale, durante gli anni annebbiati, polvere e stelle dritte, “non si può chiedere a nessuno di essere un eroe”. Ancora, il clima. Che significa questo ultimo post di Ranucci, su Sottile, l’ultimo: “La mia squadra è sempre la mia squadra”. Cosa vuole intendere? Che la controllerà a distanza? E ancora, che significa: “Spalle d’acciaio e schiena dritta”, quella squadra che “non si piega neppure di fronte all'arroganza e alle miserie di chi si sente protetto dal potere. E per proteggersi meglio ha pure bloccato i commenti sotto i suoi post”? E’ in pratica un ordine a imbrattare, inseguire sulle bacheche. Era la miserabile storia di una conduzione ma si è caricata da una parte e dall’altra ed è ora la battaglia fra stato e l’anti stato di Report. I giornalisti di destra pensano che la loro missione sia quella del generale Dalla Chiesa, sgominare il covo, e dall’altra c’è la “mia squadra”, l’appello di Ranucci alla lotta spelacchiata. Vedrete, arriveranno altri volantini di Ranucci e probabilmente arriveranno anche i dissociati di Report che usciranno dalle Brigate Ranucci, che parleranno di questi anni come di un abbaglio. Se ci fosse Zavoli sarebbe “La notte di Report”. Su La7.