Impazzimenti sulla violenza a Torino

Attenuanti e aggravanti ideologiche. La giustizia non si fa inseguendo i social

3 SET 26
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Foto LaPresse

La duplice violenza sessuale, una contro una tredicenne, contestata a un dipendente nepalese di un minimarket della periferia torinese aveva indotto la procura a chiedere la custodia cautelare, negata dalla giudice per le indagini preliminari, che non ha riscontrato pericoli di fuga o di reiterazione del reato. È un provvedimento discutibile e la procura ha chiesto al tribunale del riesame di correggerlo. Per acquisire informazioni, il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha inviato gli ispettori. Essere garantisti, però, significa ricordare che la custodia cautelare non è una pena anticipata, che l’indagato resta innocente fino a sentenza definitiva e che un giudice deve poter negare il carcere se ritiene assenti le esigenze previste dalla legge.
Il punto interessante è che intorno a questa vicenda si sta sviluppando un teatrino ideologico piuttosto impressionante. Da una parte i minimizzatori di sinistra, pronti a considerare sospetta perfino la menzione della nazionalità dell’indagato e a leggere ogni richiamo ai fatti come un riflesso xenofobo. Dall’altra i populisti di destra, pronti a considerare il carcere preventivo una conseguenza automatica della gravità dell’accusa e ogni garanzia processuale un favore fatto al colpevole. Sono due deformazioni speculari. Le garanzie non valgono soltanto per gli imputati che ci stanno simpatici e i fatti non diventano irrilevanti quando risultano scomodi alla nostra parte politica. Vale anche per le reazioni di chi critica Nordio evocando inesistenti pulsioni razziste o dimenticando che a chiedere la custodia cautelare è stata una procura della Repubblica. Così il carattere particolarmente odioso dei reati finisce sullo sfondo e il confronto viene sostituito da una contesa tra tifoserie. Il garantismo, se significa qualcosa, significa esattamente questo: pretendere che la legge sia applicata allo stesso modo a tutti, senza attenuanti ideologiche e senza aggravanti ideologiche.