Cosa non è ancora chiaro della sparatoria al "rave" in Svizzera

Un uomo svizzero di 43 anni è stato arrestato. Gli inquirenti però sono ancora al lavoro per capire gli ultimi dettagli su quanto accaduto all'ippodromo di Aarau domenica verso le 2.30. Mercoledì la conferenza stampa della polizia cantonale

1 SET 26
Ultimo aggiornamento: 09:19
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Foto Ap, via LaPresse

Per la polizia cantonale svizzera sarebbe stato un uomo svizzero di 43 anni ad aver sparato alla serata di musica elettronica all’ippodromo di Aarau. Erano circa le 2.30 di domenica, il “rave” era quasi concluso, la maggior parte delle persone se ne era andata quando un uomo ha sparato con una pistola e un fucile d’assalto a chi era ancora nell’ippodromo: cinque persone sono rimaste ferite, una donna di 22 anni, l’italiana Maria Spinelli.
In circa 22 ore gli inquirenti sono riusciti a risolvere il caso. Certo restano alcuni punti da chiarire: l’uomo ha agito da solo o ha avuto un complice? Quali sono le ragioni del gesto? Ha sparato per uccidere qualcuno oppure ha provato a colpire a caso?
Tre domande alle quali dovranno dare una risposta gli inquirenti. Ma non prima di mercoledì. La conferenza stampa è fissata per le 14.
Al momento la polizia cantonale dell’Argovia non ha ritenuto necessario aggiungere altro se non che una persona è stata arrestata. Non ha specificato dove è stato preso il sospettato, né quale unità di polizia lo abbia fermato o in che modo. Dalla procura della regione di Aarau è uscita la voce che il sospettato si sarebbe costituito, ma non abbiamo avuto possibilità di verificare. Non è la prima volta che in Svizzera passi del tempo, anche decine di ore prima che dagli inquirenti si abbiano comunicazioni officiali. Funziona così: si indaga, si arresta, si approfondisce e si sciolgono gli ultimi dubbi, infine si informa la stampa e l’opinione pubblica. Un giorno abbondante però è tanto anche per gli svizzeri.
C’è qualcosa che non torna nel caso.
Innanzitutto, come sottolineato da Markus Melzl, ex investigatore della polizia criminale di Basilea, alla Aargauer Zeitung, “se la polizia avesse avuto troppi dubbi sul fatto che l'uomo arrestato fosse il colpevole, probabilmente non avrebbe annunciato l'arresto”, eppure “a volte è necessario placare il caos per lavorare con lucidità”, anche perché, come detto dal sindaco di Aarau alla Neue Zürcher Zeitung, "il senso di sicurezza ne risente".
E poi c’è il movente. Qual è? C’è chi, come Melzl o come l’ex procuratore Edy Müller hanno dato per buona la “furia omicida”. Ma c’è anche chi, come una fonte interna alla polizia cantonale dell’Argovia che ha parlato con la radio tedesca SWR3, confessa che gli inquirenti sono sulle tracce di un secondo uomo. Ci sarebbero dei testimoni che dicono di aver visto l'autore della sparatoria assieme a un altra persona. Insomma una “furia omicida” parecchio lucida e ben organizzata.