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La versione dei sindacati: "Questa piazza è l'inizio di altre manifestazioni"

Landini: "Volevano i giovani? Eccoli". Bombardieri: "Anche solo stare qui per noi è un successo". Scarsa la rappresentanza politica. Si manifesta con il green pass

Gianluca De Rosa

Dal palco lo ripetono allo sfinimento. È un appello ciclico, uguale ogni cinque minuti. “Compagni mi raccomando: distanziamento e mascherine, altrimenti ci accusano di essere irresponsabili”. All’ingresso di piazza del Popolo i servizi d’ordine di Cgil e Uil controllano i green pass. Per evitare di dover ripetere ogni volta la scansione del qr code, ai controllati viene legato al polso un braccialetto di carta bianca. C’è tanta gente. I pullman sono arrivati da tutta Italia.  “Ne hanno scritto di tutto, ma anche solo stare qui oggi per noi è già un successo”, dice soddisfatto il segretario generale della Uil Pierpaolo Bombardieri prima di salire sul palco dove si alternano gli interventi dei delegati sindacali di aziende e amministrazioni di tutta Italia. Ci sono le vertenze, da Air Italy a Whirpool, ci sono i precari e i pensionati. Si elencano i successi. “All’Italcementi di Matera c’è il 100 per cento dell’adesione”, “Alla Parmareggio di Modena ha aderito l’85 per cento dei lavarotori, al Whirpool di Teano il 97 per cento”…

Si notano anche due novità: la piazza è quasi divisa a metà. Blu e Rossa. Per una volta la Uil ha dato un contributo sostanzioso, i manifestanti non sono tutti iscritti alla Cgil di Landini. La scelta del sotto palco, inoltre, è diversa dal solito: nessun pensionato, ma a supportare da vicino chi interviene ci sono soprattutto giovani e persone di mezza età. Eppure tutti sono ben forniti di bandiere e foulard con i colori dei due sindacati. Il dubbio viene. Sono tutti funzionari dell’apparato, rsa e delegati delle sigle o c’è stata partecipazione popolare? Quando lo chiediamo al segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, riceviamo una risposta sprezzante. “Forse avete guardato male, le piazze sono piene di lavoratori che hanno scioperato e che hanno scelto di rimetterci lo stipendio, lo sciopero non è una passeggiata e quando decidi di farlo non lo prendi a cuor leggero perché è un sacrificio che chiedi e se la gente c’è è perché ha pensato che fosse necessario”. “Provate a chiedere in piazza se sono funzionari o lavoratori e vedrete. Fino a che non c’è stata la proclamazione di questo sciopero generale questo paese e la stampa avevano completamente dimenticato intere zone di disagio sociale”, gli fa eco Bombardieri. 

La rappresentanza politica è scarsa. Nel retropalco ci sono il segretario di sinistra Italiana Nicola Fratoianni e il deputato di Leu Stefano Fassina. Le conclusioni sono lasciate ai lunghi interventi dei due segretari che ruotano intorno alla manovra e alle polemiche sullo sciopero, in particolare alle dichiarazioni del presidente di Confindustria Carlo Bonomi che si è detto “triste” per la decisione delle sigle sindacali di confermare lo sciopero generale. “Presidente Bonomi - lo ha appellato dal palco Bombardieri - lei è triste un giorno solo, qui invece c'è chi è triste tutti giorni: non pensi a noi ma alle aziende che hanno licenziato". “Questa giornata di lotta -ha aggiunto Landini - ha reso triste il presidente di Confindustria, mi è venuto in mente Enzo Jannacci e la canzone 'Ho visto un re'”. 

Bombardieri poi se la prende anche con Calenda. “Calenda volevi i giovani? Eccoli qui, sono in piazza a protestare per le cose che tu non hai risolto quando eri ministro”. Entrambi i segretari rivendicano il diritto allo sciopero: “Negare questo diritto costituzionale è squadrismo”, dice il segretario della Uil. “Queste piazza - aggiunge Landini - sono la migliore risposta a chi ha tentato di dipingerci come irresponsabili. Quello che divide il paese non è lo sciopero generale ma l'evasione fiscale, la precarietà sul lavoro, l'ingiustizia verso le classi più disagiate”. Promettono che torneranno in piazza. “Se non si fanno le cose che stiamo chiedendo - ammonisce il segretario della Cgil - noi scioperiamo e torniamo in piazza perché non dobbiamo rispondere ad alcun governo. Questa non è la fine di un ciclo di manifestazioni, ma l'inizio. Hanno detto che questa manovra è espansiva, - prosegue Landini - ma per chi? Chiedo al mondo dell’informazione di non dare tabelline e percentuali, questa riforma delle aliquote Irpef è iniqua: chi guadagna 15mila euro l’anno avrà aumenti di 7-8 euro lordi mentre chi guadagna sette volte di più avrà 700-800 euro in più l’anno, non si arricchirà nessuna ma non ditemi che è una cosa giusta”.