Cinema
Nuovo cinema Mancuso •
Un tranquillo funerale di famiglia
di Massimiliano Bruno, con Claudia Pandolfi, Pietro Sermonti, Stefania Sandrelli
Scempio di capolavoro, ci sono gli estremi per la denuncia. “Funeral Party” (regia di Frank Oz, scritto dal geniale Dean Craig, anno 2007) era un film strepitoso, spassosissimo e scorretto: qualità del tutto assenti in questo remake. Erano invece presenti nella versione “all black” del 2010, diretta da Neil LaBute, con Chris Rock, Zoe Saldana, e Peter Dinklage – in entrambe le versioni, prima del grande successo in “Game of Thrones”.
Cosa è andato storto? Tutto, o quasi. A cominciare dai titoli di testa, che nell’originale erano disegnati e animati. Un carro funebre avanzava su una mappa, stradina dopo stradina, per arrivare alla villa in campagna dove era stato organizzato il funerale. Avanzava, curvava, ritornava indietro, e già lo spettatore rideva al pensiero della bara smarrita. Preparava la scena dei congiunti che non riconoscono il morto appena arrivato, quindi tutto ricomincia da capo – certe gag sono in due tempi, un regista che viene considerato in Italia un campione di comicità dovrebbe capirlo al volo. In sostituzione, i soliti dialetti che fanno sempre ridere, qui siamo dalle parti di Frosinone. Il prete officiante fa le dirette sul telefonino, con tanto di merchandising. La fidanzata da presentare in famiglia ha mandato giù, come tranquillante, una pozione allucinogena – e sale sui tetti, mezza spogliata. Il film originale è in streaming su Prime Video: la scorrettezza è un lavoro serio.