Cinema
nuovo cinema mancuso •
Sotto a chi tocca
La recensione del film di Giorgio Pasotti, con Giovanna Mezzogiorno, Stefano Fresi, Rocco Papaleo
10 OTT 26
Selezione del personale. Un’operazione di per sé abbastanza crudele. Già prima delle moderne tecniche che nelle intenzioni vorrebbero condurre a una migliore conoscenza dei candidati, quindi alla selezione del più adatto. Magari senza arrivare alla tranquilla settimana di terrore vacanziero raccontata nel film “Severance - Tagli al personale” di Christopher Smith. Dovrebbe servire per fare gruppo, finisce in una strage. Film non confondere (sono passati 20 anni) con la più moderna “Severance”: la serie di Ben Stiller su Apple tv, dove la scissione riguarda gli impiegati, la vita fuori dal lavoro non deve interferire con la vita d’ufficio. Lunga premessa, perché il film diretto e interpretato da Giorgio Pasotti non si deve raccontare. Se non nei primi minuti: sei candidati si presentano a un colloquio di lavoro, in una multinazionale. Non si capisce se verranno interrogati insieme o separati, neppure chi li dovrà interrogare. Forse qualche candidato ha fatto già altri “colloqui” di questo tipo, qualche altro sembra completamente all’oscuro del metodo, ammasso che ce ne sia uno. Non sembra ancora successo niente, e arriva l’ora del pranzo. Un trionfo di latticini, peggio per chi è intollerante al lattosio. Scoppia subito qualche litigio (andarsene tutti, aspettare ancora?). Poi siamo alla prova di travestimento: c’è un costume da torero, una fascia tricolore, la tiara di un papa e la maschera di un clown. Quale scegliere?