The invite – il piacere è tutto nostro

La recensione del film di Olivia Wilde, con Seth Rogen, Penelope Cruz, Edward Norton

All’origine c’era un film – e prima ancora un lavoro teatrale – firmato Cesc Gay. Il regista di Barcellona (classe 1967) più o meno 25 anni fa si era fatto notare con un piccolo film intitolato “Krampack”. Due sedicenni soli in casa mentre i genitori sono in vacanza sperimentano qualche giochetto sessuale. Tra loro, prima che arrivino le femmine. “The invite” è remake del suo “Sentimental”, tratto da una pièce teatrale del regista medesimo che ha già avuto diverse versioni: in Svizzera, in Francia, in Corea. Pure in Italia: titolo “Vicini di casa”, regia di Paolo Costella con Claudio Bisio. Dimenticabile: in una commedia piccante gli attori non erano granché credibili. Questo è il remake americano, a coronare il successo. Lo ha voluto, e diretto, Olivia Wilde, che insieme a Seth Rogen ha la parte della coppia annoiata. I vicini al piano di sopra, che invece rumorosamente si danno da fare a letto, sono Edward Norton e Penelope Cruz. Seth Rogen suonava in una band, ora insegna musica in un college e soffre per il mal di schiena. Vive nella casa dei genitori con la consorte Olivia Wilde. I vicini in visita si scusano per il fracasso che fanno a letto, con aria intrigante da scambisti. Il dialoghi sono brillanti, sottolineati dalla colonna sonora. Olivia Wilde cerca di mostrarsi all’altezza, Seth Rogen non ne ha nessuna voglia. Resiste anche quando i vicini – di mondo, coppia mista internazionale – prendono a sfotterlo.