Normal

La recensione del film di Ben Wheatley, con Bob Odenkirk, Lena Headey, Jess McLeod, Billy MacLellan

La prima volta che abbiamo letto nei titoli di testa il nome di Ben Wheatley, regista britannico classe 1972, era oltre dieci anni fa. Il film era intitolato “Sightseers”, che sta per turisti. Titolo italiano “Killer in viaggio” svelò subito la trama, rovinando la sorpresa (sono crimini che verranno puniti, prima o poi: assieme al fatto che il film non è in streaming). Consoliamoci con “Normal” prima che sparisca dalle sale. Normal, Minnesota, è la cittadina dove arriva Bob Odenkirk (l’attore di “Better Call Saul”, spin off di “Breaking Bad”). Fa da sceriffo supplente, si chiama Ulysses e pensa che sarà un lavoro tranquillo. Lo è, fino a una rapina in banca che finisce male. Svelando però un segreto fino a quel momento ben custodito. Nel caveau, ci sono mucchi di lingotti d’oro. Troppi, per una cittadina che sembra vivere attorno al bar e che in galera mette i ragazzini. La situazione ricorda un vecchio film di Don Siegel con Walter Matthau, “Chi ucciderà Charlie Warrick?”: nella banca del paesello, facile da rapinare, ci sono i soldi della mafia. Qui, sono i soldi della yakuza, vista nella prima scena alle prese con un taglio del mignolo. La sorpresa, per l’onesto sceriffo in cerca di un posto tranquillo, sarà devastante. Meno male che alla stazione di polizia c’è un bell’arsenale – in effetti, sembrava sovradimensionato per la pacifica cittadina. Bob Odenkink è impassibile e bravissimo. Paziente, anche: c’è da ripulire una città.