A Venezia è l'anno delle feste, per chi ha il fisico

Il dancefloor sulla barca di Rolling Stone, la scenografia di Vanity Fair e il ricco buffet del cocktail party di Amazon Prime. Ci vuole una certa stoffa
10 SET 26
Ultimo aggiornamento: 07:18
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Foto ANSA

Sarà che al terzo anno che frequento il Lido sono ormai entrato nel giro giusto, o sarà che questo clima da fine del mondo ottiene come reazione la voglia di godersi la vita finché ce n’è; fatto sta che a me quest’anno sembra che le feste alla Mostra del Cinema di Venezia siano aumentate, e soprattutto migliorate. Il bello è combinarne più di una a sera, preferibilmente tre; certo, ci vuole il fisico, a cominciare dal fegato per bere e dalle ginocchia per ballare, e più in generale un’ottima resistenza al sonno. Quest’anno Rolling Stone assieme a Urban Vision ha raddoppiato: due feste a distanza di 72 ore l’una dall’altra, non al Lido ma di fronte, entrambe a bordo di Timoteo. 
Il Timoteo è un’imbarcazione storica della famiglia Missoni, ormeggiato a Sant’Elena (dal Lido è una fermata di vaporetto). Open bar sul molo, dance floor sulla barca (quindi scalzi, con conseguenti mignolini del piede fratturati o tranciati di netto). Nel corso dei due party Rolling Stone imbarca (letteralmente): Matilda De Angelis, Valeria Bruni Tedeschi, Valeria Golino, Emma Marrone e il Doge della Mala del Brenta – uno che si è fatto 36 anni di carcere e adesso sta al Lido a festeggiare, questo sì che è reinserimento nella società! C’è anche Marco Cappato, che balla e mangia risotto gamberetti e zucchine: simpaticissimo, ti vien voglia di vivere attaccato a una macchina solo per poterlo chiamare a staccarti la spina. Menzione speciale ai bagni della festa: oltre a quello che ti aspetteresti, dentro ci stanno anche le docce, gli asciugacapelli, e le lavatrici – così se durante il party uno vuole mandare i colorati a 30°C... Vanity Fair invece quest’anno ha scelto come location il mercato del pesce – che detto così pare brutto; ma si trova a Rialto dove è bella qualsiasi cosa, lungo il Canal Grande sarebbe bello persino un bagno chimico. Sotto le colonne del vecchio mercato, Vanity Fair ha ricostruito i camerini dei divi italiani in alcuni dei loro ruoli iconici (es. Mastroianni per “8 e 1/2”, Monica Bellucci per “Malena”...); complice anche la musica da film in sottofondo, l’installazione è degna della Biennale Arte. Si beve poco, si mangia ancora meno; ma del resto chi è qui è per farsi fotografare, non può rischiare di macchiarsi l’abito o di avere del prezzemolo in mezzo ai denti. Se Vanity è la festa più scenografica, altre si distinguono per la sostanza: è il caso del consueto cocktail party di Amazon Prime al Lido, ormai un appuntamento fisso più del pranzo di Natale in famiglia. Quest’anno in versione estesa: sull’invito la festa dura dalle 18.30 fino a mezzanotte ma poi va ben oltre, un party così lungo che pare un film in concorso alla Mostra. Qui vengono tutti, e per un semplice motivo: si mangia – funzione vitale ma non banale in questi giorni qui al Lido. A differenza delle altre feste, qui la gente non parla di film ma di quanto siano buone le polpette – che infatti ottengono cinque stelle su Letterboxd. Appena entro viene dato l’ordine di buttare la pasta: pare si siano legati al dito che l’anno scorso abbia scritto su questo giornale che i paccheri erano buoni, ma pochi. Risultato: quest’anno trionfo di paccheri, paccheri ovunque, aiutatemi a dire paccheri. Peraltro buonissimi, perfettamente al dente, trafilati al platino; mancano un po’ di sale, ma del resto abbiamo tutti un anno in più e tocca stare attenti alla pressione. Tutto perfetto, a questo punto al party di Prime manca solo lo champagne – il prossimo anno potremmo ordinarne una cassa su Amazon e farcelo portare...