Cinema
Venezia 2026 •
Nanni Moretti è diventato quello che non voleva essere
Il nuovo film in concorso a Venezia riporta alla memoria lo scontro del 1977 con Monicelli: il ragazzo che voleva cambiare il cinema è diventato il maestro che si venera a prescindere dai film, un regista di “cinéma de papa”. Cosa non funziona in Succederà questa notte

Moretti con Jasmine Trinca a Venezia (Ansa)
E’ tornata in mente guardando “Succederà questa notte” di Nanni Moretti, in concorso alla Mostra di Venezia. Una trasmissione tv che metteva uno di fronte all’altro un giovane e un meno giovane, ma affermato. Si chiamava “Match”, a far da intervistatore nella sua poltroncina c’era Alberto Arbasino, con i baffi. Erano gli anni 70, il pubblico fumava in studio. Nella puntata del 14 dicembre 1977 (grazie, Teche Rai) si affrontano Mario Monicelli regista di successo e Nanni Moretti che a 24 anni aveva diretto “Io sono un autarchico” – “Ecce bombo” uscirà l’anno dopo. Nanni Moretti (maglione, clarks e baffuto come Arbasino) ha la protervia del giovanotto convinto di aver inventato – se non proprio il cinema – un modo più bello e giusto di scriverlo e girarlo. Forse: il modo.
Torna in mente il litigio, nei tempi calmi di “Succederà questa notte”: Nanni Moretti è diventato proprio quello che non voleva essere. Un maestro da venerare per partito preso, senza tener conto dei film che scrive e gira. I francesi della Nouvelle Vague, che avevano inventato la formula per spernacchiare i registi nemici, direbbero “cinéma de papa”.
“Succederà questa notte” racconta un amor fou, tra Jasmine Trinca e Philippe Garrel. Si incontrano al matrimonio di lei: la sposa arriva sul campo da tennis e con grinta vince un game. Invece di odiarla, lui perdutamente se ne innamora e attende la sua occasione. Intanto porta il vecchio genitore malato al concerto di Bruce Springsteen – senza levargli il Viagra.
Certo che non sembra Nanni Moretti, meno che mai quello di “Bianca”, il suo film più sbilanciato sull’amore – il regista non tollera le coppie infelici, e fa giustizia da sé. Non sembra neppure un film sulla passione amorosa – a dispetto di due scene di sesso. Molto migliorate rispetto alla famigerata scena di “Caos calmo”, tra Nanni medesimo e Isabella Ferrari – nel copione: signora ricca e elegante – con addosso certe mutande nere che neppure più vendono in merceria. A letto perlomeno sono nudi. Da vestiti, paiono fuori dal mondo e fuori dal tempo. Nanni Moretti non ha mai badato ai dettagli che fanno il cinema – e rendono credibili i personaggi.
Non è questione di guardaroba in “The Echo Chamber” di Andrea Pallaoro, che ha diretto l’ultima sceneggiatura di Bernardo Bertolucci. Lasciarla nel cassetto avrebbe reso miglior servizio al regista amato. Siamo a Londra – che non si vede mai. In un grande appartamento c’è Luca Marinelli, produttore discografico con seri problemi di droga. Lavora a un album con la cantante Susan Sarandon – nella trama: la Vecchia Gloria. Son tanti i tempi morti che abbiamo ripercorso la carriera di Susan Sarandon, con particolare tenerezza verso “The Rocky Horror Picture Show”, dove era la timida sposa, preda prediletta del “dolce travestito” Frank-N-Furter (l’attore Tim Curry è morto da poco). Son tante le stanze che c’è anche Alicia Vikander, infermiera che fornisce antidolorifici e sesso. Incensato e lodato, fosse per noi lo sconsiglieremmo a tutti.