Sam Neill oltre i dinosauri

L'inizio della carriera prima di Hollywood, con il ruolo da protagonista nel thriller fantapolitico Sleeping Dogs, la parentesi horror e la sua ultima fase da caratterista in Peaky Blinders. Ha passato la vita a scappare dall'etichetta di "quello del T-Rex", senza mai riuscirci davvero

13 LUG 26
Ultimo aggiornamento: 12:14
Immagine di Sam Neill oltre i dinosauri

Sam Neill in una scena di Jurassic Park

Nel 1986 aveva sostenuto un provino per fare James Bond dopo Roger Moore, che a sua volta era succeduto a Sean Connery. Ma il ruolo andò infine a Timothy Dalton, e così invece che finire nella lista degli 007 è passato alla storia come l'interprete di Alan Grant: il paleontologo dell'Università di Denver protagonista di Jurassic Park. L'attore neozelandese Sam Neill è morto a Sydney, in Australia, all'età di 78 anni. Nel messaggio, diffuso ieri sera, la famiglia ha confermato che la morte è stata “improvvisa e inaspettata” e ha chiesto rispetto per la propria privacy in questo momento di dolore. Hanno inoltre sottolineato che Neill “era circondato dalla sua famiglia” ed “è morto con la dignità che ha caratterizzato tutta la sua vita”.
In realtà non si chiamava Sam, ma Nigel: Nigel John Dermot Neill, nato il 14 settembre 1947 a Omagh, nell'Irlanda del Nord, da madre inglese e padre neozelandese che prestava servizio nell'esercito britannico. La famiglia si trasferì però in Nuova Zelanda quando aveva 7 anni, e lui adottò il nome Sam a 12 anni, perché c'erano troppi altri Nigel nella sua scuola. Avrebbe dovuto fare l'avvocato, ma un anno alla facoltà di Giurisprudenza di Christchurch rimase nei suoi ricordi come “catastrofico”, e così passò all'Università di Canterbury, per dedicarsi alla recitazione. Il suo primo lavoro come professionista fu al Downstage Theatre, per 35 dollari a settimana più “gli avanzi della cucina”. Fece poi veri ruoli nella tv neozelandese, esordì al cinema nel 1975 in un film che parlava di droga, che in effetti era stato fatto per la tv ma che era stato poi dirottato sul grande schermo dopo essere stato bloccato per i suoi contenuti, e che si intitolava “Landfall”. Ma il ruolo che lo lanciò venne che aveva già trent'anni: “Sleeping Dogs”, intitolato in italiano “Unica regola vincere”. Un thriller fantapolitico che fu il primo film neozelandese distribuito negli Stati Uniti, e in cui fa il ruolo di protagonista: un soldato che si chiama Smith, come il protagonista del “1984” di Orwell, e che è separato dalla famiglia durante una guerra civile. Va a vivere in una modesta casa dove sono nascoste armi, è arrestato come sovversivo, fugge, e si unisce alla Resistenza.
Così è conosciuto a Hollywood, anche se i suoi film successivi sono in Australia. Nel 1979 ne fa uno che si intitola “The Journalist” che è considerato il peggior film australiano di tutti i tempi, ma anche “My Brilliant Career”, in italiano “La mia brillante carriera”: storia autobiografica sugli esordi di una famosa scrittrice australiana della prima metà del '900, in cui fa il corteggiatore della protagonista. Nel 1981 è il suo esordio in un film anglo-statunitense, come protagonista di “Omen III: The Final Conflict”: in italiano “Conflitto finale”, terza puntata di una saga horror iniziata nel 1976 con “Il presagio”. Un ruolo sinistro, in cui come figlio del diavolo e anticristo si fa nominare ambasciatore americano a Londra per ordinare una nuova strage degli innocenti. Così si fa una solida reputazione di attore horror, da cui ad esempio un ruolo da protagonista anche nel film franco-tedesco del 1981 “Possession”.
Sam Neill e Nicole Kidman sul set di "Dead Calm", 1989 circa (Michael Ochs Archives/Getty Images)
Sam Neill e Nicole Kidman sul set di "Dead Calm", 1989 circa (Michael Ochs Archives/Getty Images)
Ma fa cose di tutti i tipi: nel 1981 anche l'amico del giovane Karol Wojtyła in “Da un paese lontano” di Krzysztof Zanussi; nel 1982 un agente del Kgb in “Enigma”; nel 1984 un occupante nel film sulla Resistenza francese “Il sangue degli altri” da un romanzo di Simone de Beauvoir; nel 1989 Lafayette in un film sul bicentenario della Rivoluzione Francese; nel 1990 un ufficiale sovietico in “Caccia a ottobre rosso”, accanto a quel Sean Connery di cui quattro anni prima non era riuscito a diventare l'erede da 007.
In compenso, Sam Neill fu selezionato per “Jurassic Park” dopo che per il ruolo erano stati pensati da Steven Spielberg Richard Dreyfuss e Kurt Russell, però troppo costosi; Tim Robbins; Harrison Ford, che però a quel punto della sua carriera sentiva di non esservi adatto; William Hurt, che rifiutò dopo aver letto il copione. Così divenne lui il professor Grant, ispirato al paleontologo consulente del film Jack Horner. E il ruolo gli rimase appiccicato addosso, anche se avrebbe saltato il primo sequel, per tornare dal terzo; e se quasi in contemporanea aveva fatto altri due grandi ruoli: il marito della protagonista di “Lezioni di piano”, Palma d'oro a Cannes e tre Oscar; e anche il protagonista di “Sirene”, film che avrebbe lanciato Hugh Grant.
Degli anni successivi abbiamo anche un ruolo da protagonista di un adattamento da “Zio Vanja” di Cechov in Australia; il colonnello Geoffrey Brydon in una trasposizione del “Libro della Giungla”; il protagonista del “Seme della follia”, tratto dai racconti e romanzi del maestro dell'horror Howard Phillips Lovecraft; re Carlo II in “Restoration”; il mago Merlino in una serie tv; il padrone del robot Andrew Martin in “L'uomo bicentenario” del maestro della fantascienza Isaac Asimov; Thomas Jefferson in una serie tv; il nemico del dottor Živago in una trasposizione tv; il cardinale Thomas Wolsey in una serie sui Tudor; un amico di Robinson Crusoe in un'altra serie tv; il presidente della Fifa João Havelange in “La grande passione”; e anche l'ispettore Chester Campbell nella serie tv “Peaky Blinders” e Lord Carnavon in una serie tv sulla scoperta della tomba di Tutankhamon. In tutto risultano 97 titoli nella sua filmografia al cinema e e 44 in tv, più tre videogiochi a cui ha prestato la voce e addirittura 14 documentari in cui fa se stesso. Ma, malgrado i suoi sforzi, nei titoli resta “Quello del T-Rex”.
Sam Neill nella sua vigna ad Alex Paddocks, in Nuova Zelanda (foto Ross Land/Getty Images)
Sam Neill nella sua vigna ad Alex Paddocks, in Nuova Zelanda (foto Ross Land/Getty Images)
Nel 2023, Neill ha rivelato nelle sue memorie, “Did I Ever Tell You About This?” di essersi sottoposto a un anno di chemioterapia dopo aver ricevuto una diagnosi di linfoma angioimmunoblastico a cellule T di stadio 3 nel 2022. Al momento della pubblicazione del libro, il suo cancro era in remissione, ma ha continuato con la chemioterapia mensile per il resto della sua vita. L'attore ha anche raccontato di aver firmato un contratto con un'azienda farmaceutica: se fosse stato ancora vivo dopo quattro mesi, il trattamento sarebbe stato gratuito. “Non ho paura di morire, ma mi darebbe fastidio”, ha dichiarato Neill nel 2023. “Mi piacerebbe vivere ancora per un decennio o due”. In quell'intervista al Guardian, affermò di temere l'idea del ritiro. “In parte è dovuto al fatto di provenire da un piccolo paese, il più sconosciuto al mondo, il più lontano possibile da tutto, e di essere stato chiamato a fare qualcosa su scala internazionale. Quanto è allettante una cosa del genere?”.
A parte recitare, Sam Neill produceva vino. Viveva in una fattoria con annessa azienda vinicola chiamata Two Paddocks nella regione vinicola australiana di Central Otago. L'ha descritta come “un'attività incredibilmente dispendiosa in termini di tempo e denaro” e ha detto di aver dato ad alcuni animali della fattoria i nomi di colleghe, come Laura Dern, Kylie Minogue e Helena Bonham Carter. Neill diceva scherzosamente che la sua vita familiare era “un po' caotica” a causa della sua carriera. Lascia quattro figli e sei nipoti.