Cinema
Nuovo cinema Mancuso •
Obsession
La recensione del film di Curry Barker, con Michael Johnston, Inde Navarrette, Cooper Tomlinson, Andy Richter
13 GIU 26
Attento ai tuoi desideri. Potrebbero realizzarsi. Nella versione di Truman Capote, rubata a Santa Teresa, “si versano più lacrime per le preghiere esaudite che per quelle respinte”. Stephen King in “Danse macabre” – il suo gran saggio sull’horror – cita come storia esemplare “La zampa di scimmia” – tre desideri esauditi, peccato che fossero formulati male e il risultato è disastroso. “Obsession” è la versione di Curry Baker, 26 anni, 3 milioni di visualizzazioni su You Tube per il suo film “Milk & Serial” – si pronuncia come “cereali”. Con il talentuoso compare Kane Parson di “Backrooms”, anche lui nato sul web, sta sbancando i botteghini estivi. Succede che Bear sia segretamente innamorato di Nikki, sua collega di lavoro. Non ha il coraggio di rivolgerle la parola, neanche servono le prove fatte con il migliore amico Ian. Esasperato, compra un “bastoncino dei desideri”: basta spezzarlo e il desiderio si esaudisce. Lo rompe una sera in macchina, dopo aver accompagnato Nikki. Lei ritorna, bussa sul finestrino e gli chiede di dormire con lui. Tutto magnifico, sembrerebbe. Ma Nikki come prima mossa fa un altarino attorno al gatto di Bear, appena morto per aver ingoiato le medicine del padrone.
Il cinema dove abbiamo visto il film, giovedì pomeriggio, era affollato di quattordicenni. Una rapida indagine ha chiarito che al cinema hanno visto solo “Obsession” e appunto “Backrooms”. Non mostrano curiosità per il resto.