Cinema
Nuovo cinema Mancuso •
Hen - Storia di una gallina
La recensione del film di György Pálfi, con 7 galline nere che si alternano nel ruolo di Hen
Cominciamo dall’uovo. Certo, serve una gallina per deporlo. E infatti lo vediamo, in primissimo piano (dalla gallina madre, solo un particolare). Dall’uovo esce un pulcino, assieme a tanti altri. Ma il nostro eroe – anzi la nostra eroina – è nera. Una mano l’afferra, l’uomo dice “il capo non la vorrà”. Il pulcino nero diventerà una gallina nera, dopo svariate peripezie e altre avventure incontrate nel piccolo mondo. Chi ricorda “Babe. Maialino coraggioso” – il maialino che sogna di fare il maiale da pastore, e ci riesce vincendo una gara – osserverà lo stesso modo di procedere. “La gallina non è intelligente / lo si capisce da come guarda la gente” cantavano Cochi e Renato. Non sarà intelligente, ma qualche freccia al suo arco ce l’ha, se in gioco è la sua vita in mezzo a tanti pericoli. Arrivata in una stazione di servizio, viene inseguita da una volpe. Poi finisce tra i banchi di un mercato, e infine a una manifestazione. Si rifugia in una scatola, che le servirà come nascondiglio ambulante. Finisce in un pollaio – sembrerebbero più tacchini – e le tacchine si coalizzano contro di lei. Ma il tacchino capo non si fa scoraggiare. E anzi, vorrebbe stringere il sodalizio. Intanto la nera fa uova dappertutto. In quel che ormai considera casa sua, arrivano trafficanti di ogni merce, anche di umani – siamo in qualche sperduto posto della Grecia. Poi arriva finalmente un gallo, e il regista fa partire una canzone d’amore.