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Bere ottimista. Vino per una sana longevità
Consumare quantità moderate di vino, associato a una alimentazione sana e a uno stile di vita corretto provoca dei benefici al corpo umano
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15 APR 26
Ultimo aggiornamento: 10:50 AM

epa12778413 A member of the jury attends a wine tasting on the opening day of the Essencia do Vinho ('Essence of Wine') at Bolsa Palace in Porto, Portugal, 26 February 2026. Essencia do Vinho, the largest wine event in Portugal, runs from 26 February to 01 March 2026. EPA/JOSE COELHO
In vino veritas definisce una nuova verità: bere in salute per la lunga vita. Si tratta di biologia positiva. Spiegata sul palco promosso dalla catena Signorvino a Vinitaly 2026 con un evento che indirizza al consumo moderato del vino consapevole e positivo. La teoria parte da un talk condotto dal professor Giovanni Scapagnini, esperto di neuroscienze e di malattie neurodegenerative, che annuncia la fondazione di una nuova “Accademia del bere in salute” per la longevità che parte proprio dal nettare divino. Secondo gli accademici, in sostanza, non solo il vino non va demonizzato ma potrebbe essere complice, lo dicono studi scientifici, della nostra sana longevità. È un alimento da inserire nella prevenzione, assieme a una alimentazione e a uno stile di vita corretti, per una lunga vita in salute. Si va oltre i soliti polifenoli e resveratrolo, si scopre un mondo popolato da mitocondri che decidono il nostro destino.

Il tema affascina soprattutto quando il professor Eugenio Luigi Iorio ci porta alle origini e racconta degli effetti positivi degli scimpanzé che socializzano con il vino, fino a proporre una teoria che produce endorfine prima ancora di alzare il calice: “Un bacio sulla bocca dopo un calice di vino rosso ha un effetto che analizzando possiamo definire viagra e vi spiego perché”. In pratica, spiega il professore, la saliva di lui e di lei “baciata” prima dal vino rosso si incontra e chimicamente raggiunge il sistema che provoca o agevola l’erezione. Poi c’è anche l’effetto serotoninico e quella ebbrezza positiva che abbassa i freni inibitori. E cosa c’entra la longevità? C’entra, come c’entra la prevenzione all’infertilità. La risposta è la xeno-ormesi alla base del bere in salute. “Quando oggi si parla di vino, anche in ambito scientifico, il rischio principale è la semplificazione: ricondurre il vino all’alcol e giudicarlo come se fosse un’entità unidimensionale. Invece è una matrice complessa. Contiene etanolo, ma anche acidi organici, composti aromatici, metaboliti della fermentazione e numerosi composti fenolici. È il risultato di un complesso processo biologico d’integrazione, che coinvolge il suolo, la vite, microbi selezionati, l’ambiente e l’intervento umano”.
Dal punto di vista scientifico, la vite vive immersa in un ambiente che la sottopone a stress continui: radiazioni ultraviolette, variazioni termiche, attacchi microbici. In risposta produce metaboliti secondari, tra cui molti polifenoli. Queste molecole non sono solo strumenti di difesa: possono essere interpretate come segnali. Su questo si basa il concetto di xeno-ormesi. A questo asse verticale suolo-vino si aggiunge un ulteriore livello di complessità, quello orizzontale uomo-vino-uomo. E arriviamo al bacio sulla bocca con Bacco, un effetto xeno-ormesico: “Il vino è un mediatore del dialogo tra esseri umani. Favorisce le relazioni, facilita la comunicazione e modifica favorevolmente, entro certi limiti, lo stato psicofisico di una persona. Nei simposi greci il vino favoriva il dialogo filosofico. E forse non è un caso che oggi, nel momento in cui nasce un’Accademia internazionale dedicata al bere consapevole, si torni idealmente a quella tradizione”.