Il mecenate guerriero. Giulio II, Papa che capiva di politica ma che finì per aprire la strada a Lutero

Il 1° novembre 1503 veniva eletto Giulio II, il pontefice che guidava gli eserciti in battaglia e commissionò a Bramante, Michelangelo e Raffaello alcuni capolavori del Rinascimento. Il 2 novembre 1389, invece, saliva al soglio pontificio Bonifacio IX
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1° novembre 1503. Al termine di un breve conclave fu eletto Giulio II, il ligure Giuliano della Rovere, e alcuni ambasciatori ne annunciarono l’esito prima della comunicazione ufficiale. Nipote di Sisto IV, era stato avviato dallo zio alla carriera ecclesiastica con la nomina a cardinale e l’affidamento di numerosi incarichi. Ebbe forti contrasti con Rodrigo Borgia tanto da lasciare Roma quando questi divenne Papa Alessandro VI. Figura controversa, e rappresentativa di molti aspetti del pontificato rinascimentale, già cardinale e vescovo ebbe una figlia illegittima, Felice, che divenne Signora di Bracciano sposando un Orsini. Energico e dotato di notevoli capacità operative, ampliò e consolidò lo Stato della Chiesa con riuscite iniziative politiche e militari: fu chiamato “il Papa guerriero” e guidò personalmente eserciti in battaglia. E’ ricordato soprattutto per il mecenatismo: affidò al Bramante il progetto per la nuova basilica di San Pietro destinata a sostituire la vetusta basilica costantiniana, incaricò Michelangelo di affrescare la volta della Cappella Sistina (fatta costruire dallo zio Sisto IV), commissionò a Raffaello la decorazione delle logge del palazzo pontificio. Per finanziare la costruzione della nuova basilica, Giulio II destinò al cantiere le eredità di quanti morivano presso la corte romana, chiese contributi a re, principi e nobili, e soprattutto, con la bolla del 12 febbraio 1507, più volte rinnovata, introdusse la cosiddetta “vendita delle indulgenze”: ai fedeli veniva data la possibilità (ammessa da alcuni teologi) di ottenere la remissione delle pene, dopo la confessione sacramentale delle colpe, anche attraverso donazioni in denaro. Il significato spirituale delle indulgenze venne presto oscurato, nella pratica comune e nel sentire della popolazione, dalla convinzione che si trattasse di una vera e propria operazione finanziaria per sostenere le spese per la costruzione della nuova basilica e per mantenere la politica territoriale e il tenore principesco di vita della curia. Tali pratiche, di lì a pochi anni, avrebbero contribuito alla nascita e alla diffusione della Riforma protestante promossa da Martin Lutero.
2 novembre 1389. Venne eletto Bonifacio IX, il napoletano Pietro Tomacelli, mentre da più di dieci anni era in corso lo “scisma d’occidente”, che si era verificato al momento del definitivo ritorno dei Papi a Roma da Avignone con l’elezione di un antipapa. Anche Bonifacio fu contrastato da due antipapi. Non aveva molta esperienza politica; dotato tuttavia di una forte personalità e di senso pratico fu in grado di riaffermare l’autorità papale in molte regioni d’Europa. A Roma, riorganizzò il governo comunale, ponendo di fatto fine al libero comune affidandone il controllo all’ufficio del Senatore. Fece poi ricostruire e potenziare parti della struttura difensiva di Castel Sant’Angelo seriamente danneggiate quindici anni prima in una rivolta della popolazione contro la guarnigione francese del presidio.