Il Papa eretico e quello criticato dai giornali tedeschi

Il “negligente” Onorio, cui furono fatali le lettere private al Patriarca Sergio
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9 ottobre 1958. Morì Pio XII, il romano Eugenio Pacelli, che era stato a lungo nunzio in Germania prima di diventare segretario di stato di Pio XI. Subito dopo l’elezione nel 1939, alcuni giornali tedeschi commentarono molto negativamente la scelta dei cardinali. Il Berliner Morgenpost accusò il nuovo Papa di non aver mai compreso “i motivi politici e ideologici che hanno iniziato la loro vittoriosa marcia in Germania”, la Frankfurter Zeitung affermò che era sempre stato “ostile al nazionalsocialismo” e l’organo ufficiale delle SS, Das Schwarze Korps, di aver dimostrato “scarsa comprensione” verso le sue istituzioni. La sua elezione suscitò invece consensi altrove: in Francia, per esempio, si affermò che il neo eletto era “nemico del razzismo e amico della libertà di coscienza e della dignità umana” (L’Humanité), “un campione della resistenza europea” (La Correspondance Internationale). Anche la stampa ebraica (Palestine Post, London Jewish Chronicle, Zionist Review) commentò positivamente l’elezione di Pacelli, ricordando la sua opposizione alle teorie razziste e un suo famoso discorso antinazista pronunciato qualche anno prima a Lourdes. Questa rapidissima rassegna testimonia quanto interesse le diverse parti avessero di coinvolgere il Papa nelle proprie prospettive e nei propri piani politici. Il tentativo di strumentalizzazione sembra d’altronde aver caratterizzato spesso il pontificato di Pio XII, ancora oggi molto discusso a proposito del suo “silenzio”, nel non aver parlato con fermezza contro le atrocità naziste e quel che stava accadendo nei campi di sterminio. Era infatti convinto che proteste più esplicite avrebbero stimolato barbare rappresaglie.
12 ottobre 638. Morì Onorio I, campano, l’unico Papa condannato come eretico. Si trovò coinvolto nel dibattito teologico relativo alle nature di Gesù Cristo, umana e divina, e alla presenza nella sua persona di una o due volontà. Il patriarca di Costantinopoli Sergio, a sostegno dell’imperatore e nel tentativo di riavvicinare le disperse forze dell’Impero, almeno sotto il profilo religioso, propose una formula di compromesso (due nature ma una sola volontà) per porre termine all’infinita discussione teologica. Papa Onorio, non comprendendo le implicazioni teologiche e politiche della nuova teoria, nel 634 scrisse a Sergio approvandone la formulazione. Oltre quarant’anni dopo la sua morte, nel corso del Terzo Concilio di Costantinopoli, la lettera di Onorio a Sergio fu giudicata favorevole al monotelismo e il Papa fu formalmente condannato come eretico. Papa Leone II confermò la condanna, precisando però che Onorio era stato negligente e con il suo silenzio e le sue formule ambigue aveva consentito la diffusione dell’eresia. Il caso fu spesso citato nei dibattiti sull’infallibilità papale sancita dal Concilio Vaticano I nel 1870 e risolto evidenziando che Onorio non aveva parlato ex cathedra e che le sue lettere a Sergio erano private e non decreti dogmatici indirizzati a tutta la cristianità.