Chiesa
Editoriali •
Un Avvenire disarmante
Il giornale Cei e l’imposizione del pensiero unico pacifista. Gli altri zitti
16 SET 26

Foto ANSA
Non siamo, vivaddio, alle farneticazioni della segretaria dei Giovani dem, “non saremo i soldati delle vostre guerre. Per noi parlare di patria vuol dire ripudiare la guerra. Noi organizzeremo i disertori” (sia detto en passant: ai tempi della Fgci l’ex partito egemone della sinistra aveva scuole di formazione più credibili). Ma è un dato di fatto, un po’ preoccupante, che questo assolutizzato “ripudiare la guerra” come unico orizzonte legittimo somiglia molto al pensiero unico in materia di sicurezza e pace – cioè difesa della libertà – che dai piani alti della Cei precipita a cascata sulle pagine di Avvenire. Gutta cavat lapidem, se i preti ancora conoscono il latino.
Ieri, accanto a un editoriale di Marco Impagniazzo, presidente di Sant’Egidio, dedicato al rischio di guerra civile per mancanza di empatia sociale, campeggiava come notizia principale la campagna per la legge popolare sulla Difesa civile non armata e non violenta: “A Mano disarmata - Raccolte oltre 50 mila firme”. Si legge: “Uno scatto fulminante quasi al fotofinish. Un’altra difesa adesso è davvero possibile”. Si tratta dell’aperto sostegno della chiesa italiana – almeno la sua voce giornalistica – alla proposta di iniziativa popolare promossa da Rete italiana pace e disarmo, da Sbilanciamoci! e altri sostenitori tra cui le Acli. Ottimi gli obiettivi – l’istituzione di un dipartimento della difesa civile non armata, e dei Corpi civili di pace (antica utopia di Alexander Langer), rafforzamento della popolazione civile. Ciò che suscita perplessità, è la continua e ideologica contrapposizione, da parte di Avvenire, tra questa iniziativa, che non è ufficiale della Cei, e ogni altra posizione, presente legittimamente anche nel mondo cattolico, che si discosti dall’arcobalenismo pacifista. In passato dai più diversi ambienti cattolici sono nate altre proposte di legge popolare su vari argomenti, dalla difesa della famiglia alla scuola libera, regolarmente nel disinteresse delle gerarchie. Che invece in questo caso hanno scelto unilaterlamente di sposare una sola ideologia. Più disarmante che disarmata.