Chiesa
i papi della settimana •
Il lampo di Albino Luciani, un mese che ha lasciato il suo segno
Dal “Papa architetto” Sisto V, che ha dato a Roma le strade lunghe e dritte che vediamo oggi, alla scomunica dell'imperatore Federico II e la canonizzazione, tra gli altri, di Francesco d’Assisi e Domenico di Guzmán per mano di Gregorio IX
22 AGO 26

Foto ANSA
22 agosto 1241. Morì Gregorio IX, Ugolino di Anagni. Studiò diritto a Bologna e teologia a Parigi. Fu simpatizzante e amico di Francesco d’Assisi, che aiutò a ottenere da Papa Onorio III l’approvazione della Regola per l’ordine dei Frati minori, e di Domenico di Guzmán, fondatore dell’ordine dei Predicatori. Con l’imperatore Federico II ebbe numerosi contrasti e lo scomunicò ben due volte, a causa del mancato adempimento della promessa di organizzare una crociata per riconquistare Gerusalemme e per punirlo di aver preso possesso di territori pontifici. A Gregorio IX si devono i processi di canonizzazione di Francesco d’Assisi, Antonio da Padova, Domenico di Guzmán ed Elisabetta d’Ungheria. Introdusse per i francescani il “breviario”, una raccolta abbreviata di preghiere e salmi, dispensandoli dall’uso del normale quotidiano officio canonico, allora molto lungo.
26 agosto 1978. Venne eletto Giovanni Paolo I, il veneto Albino Luciani, il cui pontificato fu brevissimo, poco più di un mese, ma con alcuni atti significativi. La sua prima decisione fu di non porre termine subito al conclave, ma di mantenere riunito il collegio fino al giorno successivo per aver modo di pronunciare un discorso davanti ai cardinali (anche gli ultraottantenni che al conclave non avevano partecipato). Con una decisione che ebbe immediata visibilità e consenso, rinunciò alla pomposa cerimonia dell'incoronazione sostituendola con una liturgia celebrata senza i tradizionali segni del potere (la tiara e il trono), durante la quale si rivolse ai fedeli parlando in prima persona e abolendo così il consueto plurale maiestatico. Uomo affabile, seppe conquistarsi la simpatia popolare; la sua improvvisa morte suscitò polemiche da parte di chi non la credette naturale.
27 agosto 1590. Morì Sisto V, il francescano Felice Peretti, che era stato eletto per acclamazione. In soli cinque anni di pontificato diede a Roma l’impronta urbanistica che permane ancora oggi, con nuove strade lunghe e dritte per collegare i punti più importanti, nuovi acquedotti e obelischi nelle piazze (fu soprannominato “Papa architetto”); condusse quasi a termine i lavori di costruzione della cupola della Basilica di San Pietro, che si conclusero dopo la sua morte, e realizzò la nuova sede della Biblioteca Vaticana con il Salone Sistino, allora il più grande ambiente coperto non religioso o militare. A lui si deve la decisione di fissare il numero massimo dei cardinali in settanta, come settanta erano gli anziani del popolo di Israele, e tale numero rimase stabile fino a Giovanni XXIII nel secolo XX. Riorganizzò profondamente la curia, sostituendo i concistori, adunanze generali del collegio cardinalizio, con le più efficienti congregazioni permanenti di cardinali, specializzate per materia, incaricate di occuparsi delle questioni riguardanti il governo centrale della Chiesa, di cui divennero la struttura portante (e anche questa organizzazione rimase praticamente intatta fino alle riforme del secolo XX).