In Nigeria la caccia è ai cristiani

Uccisi 4,4 volte in più dei musulmani dal 2019 a oggi. Lo dice uno studio dell’Osservatorio per la libertà religiosa in Africa (Orfa)

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Il villaggio di Plateau dopo un attacco (Foto Ansa)

Saranno pure guerre per l’accaparramento di verdi pascoli per le mandrie e senza alcuna motivazione religiosa, sta di fatto che in Nigeria i cristiani vengono uccisi con una frequenza 4,4 volte superiore ai musulmani. A metterlo nero su bianco in uno studio appena pubblicato è l’Osservatorio per la libertà religiosa in Africa (Orfa), che studiando quanto accaduto nel grande paese subsahariano tra il 2019 e il settembre del 2025 ha dedotto che le milizie islamiche dei pastori Fulani sono responsabili “di un numero di morti civili quattro volte superiore a quello causato complessivamente dalle due principali organizzazioni terroristiche islamiche, Boko Haram e la Provincia dell’Africa occidentale dello Stato islamico”. Non solo: la violenza dei Fulani è il principale fattore responsabile dell’elevato numero di vittime in Nigeria. Di tutte le vittime contate (79.323, una media di trentasei al giorno), ai Fulani è addebitabile il 44 per cento di queste.
Una situazione molto chiara – e non da oggi – che però aveva portato diversi esperti di Africa, anche con un discreto seguito vaticano e mediatico, a sentenziare che non vi era alcuna matrice religiosa, e guai solo a pensarlo. E’ colpa del clima impazzito: siccome in quelle aride terre manca l’acqua e l’erba per le mandrie, si va a prenderla dove c’è, rubandola agli altri, che per puro caso sono in maggioranza cristiani. Vittime collaterali, insomma. Alla narrazione dominante facevano difetto però i raid dentro le chiese – sovente date alle fiamme – con decapitazioni e rapimenti. Un po’ troppo, forse, solo per prendere acqua e terra. La situazione nell’Africa subsahariana sta precipitando: non solo in Nigeria e Burkina Faso, ma anche più a sud, in Mozambico, dove la conta dei raid islamisti, dei morti e dei sequestrati s’ingrossa ogni giorno di più. Nel più totale silenzio dell’occidente distratto.