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Il Papa dà l'altolà al Blitzkrieg di Marx
"La Santa Sede ha chiarito che non siamo d’accordo con la benedizione formalizzata delle coppie omosessuali o di coppie in situazioni irregolari, oltre a quanto specificamente permesso da Papa Francesco dicendo che tutte le persone ricevano la benedizione". Ma la Chiesa tedesca va avanti
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25 APR 26

Papa Leone XIV
Roma. Il Blitzkrieg di Reinhard Marx, cardinale di Santa Romana Chiesa, ha ricevuto l’altolà del Papa, che in alta quota tornando dalla Guinea Equatoriale ha detto come la pensa sulle bizzarrie sinodali tedesche e sulle fughe in avanti dell’arcivescovo di Monaco e Frisinga. I fatti: nei giorni scorsi, il cardinale Marx ha scritto al proprio clero disponendo che d’ora in avanti la direttiva della locale conferenza episcopale sulla benedizione alle coppie omosessuali (“La benedizione dà forza all’amore”, il nome scelto) dovrà essere applicata. Marx ha spiegato che quel che conta è, appunto, l’amore che vince su tutto. Ed è auspicabile che chi si ama riceva la benedizione. Non più in dieci-quindici secondi, come disposto dalla Dichiarazione Fiducia supplicans: ma come qualcosa di ufficiale, pubblica. Non è un sacramento, certo, ma insomma: sarà arduo spiegare al Popolo di Dio la differenza. Lo stesso cardinale Víctor Manuel Fernández, prefetto della Dottrina della fede, aveva sempre chiarito – anche per frenare l’ira dell’episcopato di mezzo mondo – che si benedicevano i singoli e non la coppia, ché così voleva Papa Francesco. Il documento tedesco presenta parecchie falle, tant’è che a oggi solo quattordici diocesi lo hanno adottato e messo in pratica: anche diversi presuli d’orientamento progressista sono parsi dubbiosi. In ogni caso, giovedì è arrivato il biasimo di Leone XIV. La premessa è ovvia e utile anche per quanti circoscrivono la morale a un solo ambito: “Innanzitutto credo sia molto importante capire che l’unità o la divisione della Chiesa non dovrebbe ruotare intorno a questioni sessuali. Tendiamo a pensare che quando la Chiesa parla di morale, l’unico tema morale sia quello sessuale. In realtà credo che ci siano questioni molto più grandi e importanti, come la giustizia, l’uguaglianza, la libertà degli uomini e delle donne, la libertà religiosa, che dovrebbero avere la priorità rispetto a quella particolare questione”. Detto ciò e auspicato quindi che uno scisma non si verifichi per una benedizione più o meno cronometrata davanti a una bandiera arcobaleno, il Papa è sceso nei dettagli del caso specifico: “La Santa Sede ha già parlato con i vescovi tedeschi. La Santa Sede ha chiarito che non siamo d’accordo con la benedizione formalizzata delle coppie – in questo caso coppie omosessuali – o di coppie in situazioni irregolari, oltre a quanto specificamente permesso da Papa Francesco dicendo che tutte le persone ricevano la benedizione”.
“Quando un sacerdote dà la benedizione alla fine della messa – ha proseguito il Pontefice –, quando il Papa dà la benedizione alla fine di una grande celebrazione come quella che abbiamo avuto oggi, ci sono benedizioni per tutte le persone. La famosa espressione di Francesco ‘tutti, tutti, tutti’, esprime la convinzione della Chiesa che tutti sono accolti, tutti sono invitati, tutti sono invitati a seguire Gesù e tutti sono invitati a cercare la conversione nella propria vita. Andare oltre questo oggi, credo possa causare più disunione che unità, e che dovremmo cercare di costruire la nostra unità su Gesù Cristo e su ciò che Gesù Cristo insegna. Questa è la mia risposta alla domanda”. Il che rappresenta una puntualizzazione importante: Leone XIV spiega che il todos, todos, todos non è un’accoglienza indiscriminata in cui ciascuno fa un po’ come gli pare, ma deve essere un’accoglienza finalizzata al seguire Cristo e a convertirsi. All’epoca del dibattito scatenato dall’esortazione Amoris laetitia, il cardinale Carlo Caffarra diceva proprio questo, usando una delle più note immagini evangeliche: “Gesù certamente dice all’adultera di andare. Ma le dice anche di non peccare più”. Dalla risposta data a braccio, pare che il Papa voglia ancor di più regolare Fiducia supplicans, che come si vede dalle mosse tedesche presenta parecchie falle. Benedire, spiega il Papa, non è un problema: lo si è sempre fatto e sempre lo si farà. Però il senso della benedizione deve essere chiaro e, soprattutto, non deve rappresentare una medaglia d’appuntarsi al petto. Che il cardinale Marx sia andato oltre lo stesso dettato di Fiducia supplicans non lo dice solo il Pontefice regnante, ma anche quello precedente. Nel gennaio del 2024, parlando proprio alla plenaria del dicastero per la Dottrina della fede, Francesco sottolineò che “brevemente due cose: la prima è che queste benedizioni, fuori di ogni contesto e forma di carattere liturgico, non esigono una perfezione morale per essere ricevute; la seconda, che quando spontaneamente si avvicina una coppia a chiederle, non si benedice l’unione, ma semplicemente le persone che insieme ne hanno fatto richiesta. Non l’unione, ma le persone, naturalmente tenendo conto del contesto, delle sensibilità, dei luoghi in cui si vive e delle modalità più consone per farlo”. La mossa di Marx, giunta nelle settimane in cui il Vaticano è alle prese con l’esame degli Statuti della Conferenza sinodale che porrebbe sullo stesso piano i vescovi e i laici, rischia di essere un autogol. Condizionando anche l’esito dell’assemblea autunnale convocata dal Papa in occasione del decennale di Amoris laetitia. Davanti alla corsa in avanti tedesca e alla risposta di Leone, cosa penseranno gli altri vescovi convocati? A ottobre, lo si vedrà.
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Friulsardo, è nato nel 1986. Laureato in politica internazionale e diplomazia a Padova con tesi su turchi e americani, è stato arbitro di calcio. Al Foglio dal 2011, si occupa di Chiesa, Papi, religioni e libri. Scrittore prediletto: Joseph Roth (ma va bene qualunque cosa relativa alla finis Austriae). È caporedattore dal 2020.