cerca

Il Papa sul Venezuela fa sapere che "se c'è bisogno di un aiuto, lo chiedano"

“L’immigrazione è un problema complesso, l’Italia ha fatto tanto”, ha detto Francesco tornando da Panama

28 Gennaio 2019 alle 20:53

Il Papa sul Venezuela fa sapere che "se c'è bisogno di un aiuto, lo chiedano"

Il Papa nella sua visita a Panama (Foto LaPresse)

Roma. A smentire la lettura superficiale del Papa favorevole all’immigrazione incontrollata ci ha pensato il Papa in persona, parlando a braccio con i giornalisti a bordo dell’aereo che lo riportava a Roma da Panama a conclusione della Giornata mondiale della gioventù: “Accompagnare, far crescere e integrare. Il governante deve usare la prudenza, perché la prudenza è la virtù di chi governa. È un’equazione difficile. A me viene in mente l’esempio svedese, che negli anni 70, con le dittature in America latina ha ricevuto tanti immigrati, ma tutti sono stati integrati. Anche vedo che cosa fa Sant’Egidio, ad esempio: integra subito. Ma gli svedesi l’anno scorso hanno detto: fermatevi un po’ perché non riusciamo a finire il percorso di integrazione. E questa è la prudenza del governante. Ribadisco che le nazioni più generose nel ricevere sono state l’Italia e la Grecia e anche un po’ la Turchia”.

 

“La Grecia – ha spiegato Francesco – è stata generosissima e anche l’Italia, tanto. È vero che si deve pensare con realismo. Poi c’è un’altra cosa: il modo di risolvere il problema delle migrazioni è aiutare i paesi da dove vengono i migranti. Vengono per fame o per guerra”. Nulla di nuovo, visto che è almeno dal viaggio a Lund che il Papa ha invocato sì solidarietà, ma anche realismo da parte dei governi nel decidere quanti migranti fare entrare. Al di là delle parole spese sull’aborto – “dramma” che “per capirlo bene, bisogna stare in un confessionale. Terribile” – e della necessità di fare educazione sessuale a scuola – “Bisogna offrire un’educazione sessuale oggettiva, come è, senza colonizzazioni ideologiche. Perché se nelle scuole si dà un’educazione sessuale imbevuta di colonizzazioni ideologiche, distruggi la persona” – il convitato di pietra della conferenza stampa, però, era la crisi venezuelana.

 

Il Pontefice ne ha parlato domenica, chiedendo preghiere, ed è tornato sull’argomento a bordo dell’aereo. “Io – ha detto – appoggio in questo momento tutto il popolo del Venezuela perché sta soffrendo, quelli di una parte e dell’altra. Se io sottolineassi quello che dice questo o quel paese, mi esprimerei su qualcosa che non conosco, sarebbe un’imprudenza pastorale da parte mia e farei danni. Le parole che ho detto le ho pensate e ripensate. E credo che con quelle ho espresso la mia vicinanza, ciò che sento. Io soffro per quello che sta accadendo in questo momento in Venezuela e per questo ho chiesto che ci sia una soluzione giusta a pacifica. Quello che mi spaventa è lo spargimento di sangue. E chiedo grandezza nell’aiuto da parte di quelli che possono aiutare per risolvere il problema. Il problema della violenza mi terrorizza, dopo tutto il processo di pace in Colombia, pensate all’attentato alla scuola dei cadetti dell’altro giorno, qualcosa di terrificante. Per questo devo essere… non mi piace la parola equilibrato, voglio essere pastore e se c’è bisogno di un aiuto, che di comune accordo lo chiedano”.

 

Notizia rilevante: il Papa fa sapere di essere disponibile a intervenire, a patto che i maduristi e gli oppositori si facciano avanti. Niente discesa in campo in autonomia, dunque, ma solo se si creerà un consenso comune sul terreno tra le parti. Cosa che, a oggi, appare ardua. Infine, una risposta alla solita domanda sulla possibilità di vedere preti sposati nella chiesa cattolica di rito latino: “Penso che il celibato sia un dono per la chiesa e non sono d’accordo a permettere il celibato opzionale. No. Soltanto rimarrebbe qualche possibilità nei posti lontanissimi, penso alle isole del Pacifico, ma è qualcosa da pensare quando c’è necessità pastorale”. Cioè, ai viri probati.

Matteo Matzuzzi

Matteo Matzuzzi

E' nato a Udine nel 1986. Si è laureato per convinzione in diplomazia e per combinazione si è trovato a fare il giornalista. Ha sperimentato la follia di fare l'arbitro di calcio, prendendosi pioggia e insulti a ogni weekend. Milanista critico e ormai poco sentimentale, ama leggere Roth (Joseph, non Philip) e McCarthy (Cormac). Ha la comune passione per le serie tv americane che valuta con riconosciuto spirito polemico. Al Foglio si occupa di libri, chiesa, religioni.

Più Visti

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Commenti all'articolo

  • giantrombetta

    30 Gennaio 2019 - 09:09

    Posso permettermi di considerare almeno stravagante che il Papa pastore davanti ai morti che quotidianamente e non da oggi insanguinano le strade in Venezuale affermi: intervengo se me lo chiedono. Se mi e’ consentito un pastore comune difende il suo gregge dai lupi anche se le povere pecore non glielo chiedono. O no? E poi quel non schierarsi ne’ con i maduristi ne’ con la parte del popolo affamato che reclama elezioni democratiche e regolari non sa un tantino di cerchiobottismo? Con tutto il rispetto per il Santo Padre ed i gesuiti, la prudenza, la pazienza e la misericordia. E per i cristiani trucidati nelle chiese cattoliche dai fanatici islamici un giorno sì e l’altro pure, a quanto pare. Negare che ci sia confusione nella Chiesa non posso, confessava il grande cardinale Cafarra, ospitato e onorato sul Foglio.

    Report

    Rispondi

  • Daria

    29 Gennaio 2019 - 00:12

    "vengono per fame o guerra" "Affamati" ma con 4mila euro contanti per gli scafisti… e …."guerra", ma peccato che in Africa non ce ne sia nemmeno una. Il Papa le ha dette tutte ma non quella vera: vengono per essere mantenuti dagli europei.

    Report

    Rispondi

Servizi