Il Vaticano si fa sentire sul biotestamento

Redazione

Prevedere un'obiezione di coscienza nell'applicazione della legge sul fine vita è un'opzione che manca nel testo del provvedimento da poco approvato in via definitiva dal Senato. Lo ha detto oggi ai microfoni di Tv200 il Segretario di stato vaticano Pietro Parolin, sollecitato dalla domanda di un giornalista sulla possibilità preannunciata da alcuni ospedali cattolici di esercitare l'obiezione di coscienza. Il cardinale ha commentato: “Uno dei punti carenti di questa legge, senza dare un giudizio globale, è quello di non prevedere per le persone, i medici, gli operatori sanitari e le istituzioni cattoliche la possibilità di fare l’obiezione di coscienza. Mi pare normale che ci sia anche questa posizione”.

  

  

Arriva così la prima ufficiale dichiarazione della Santa Sede dopo l'approvazione della legge. Nel mese di novembre il Papa aveva commentato "la tentazione di insistere con trattamenti medici", provocando la reazione della stampa che nelle sue parole ha letto erroneamente un'apertura all'eutanasia. Pochi giorni fa anche i vescovi italiani hanno promesso una dura battaglia, che verrà organizzata nel prossimo consiglio permanente della Cei in programma a gennaio. Una battaglia che però, a giochi ormai fatti, non sembra poter garantire grandi successi. 

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