Chi dice sì, chi dice no e chi dice forse (sul taglio dei parlamentari)

Roberto Maroni

Il referendum di settembre tra sostenitori convinti, attendisti e contrari, da Di Maio a Prodi

Ottobre 2019: il taglio dei parlamentari è legge. Hanno votato a favore le forze di maggioranza (M5s e Pd) e quelle di opposizione (FI, Lega e FdI). La riforma ridurrà i deputati da 630 a 400 e i senatori da 315 a 200. Il referendum confermativo, come sappiamo, si terrà il prossimo 20 e 21 settembre. Votare Sì o No? Ecco le parole dei protagonisti. Luigi Di Maio: “Questa non è una battaglia solo del M5s, ma è una battaglia di buon senso. Con il taglio dei parlamentari le Camere saranno più efficienti. Inoltre, con la riduzione di deputati e senatori si otterrà un risparmio di circa 100 milioni di euro l’anno”. Matteo Salvini: “Abbiamo votato per quattro volte il taglio dei parlamentari e non cambiamo idea adesso. Era e rimane un’iniziativa finalizzata a rendere più snello ed efficace il lavoro delle Camere. Secondo me il Parlamento può lavorare bene anche con meno parlamentari”. Giorgia Meloni: “Non ci sfugge che un eventuale successo del No potrebbe mettere in difficoltà la maggioranza, ma non baratto una cosa in cui credo con l’utilità di un momento”. Silvio Berlusconi: “Sto ancora riflettendo ma questo provvedimento è diverso da quello che proponemmo noi, rischia solo di limitare la rappresentanza e ridurre la democrazia”. Romano Prodi: “I parlamentari sono troppi, ma dirò no. Per evitare che si pensi che la diminuzione del numero dei parlamentari costituisca una riforma così importante per cui non ne debbano seguire altre”. Continua la prossima settimana. Stay tuned.