Poiché il sogno di un sindaco in tocco e toga, essendo sbocciato dalla testa del nostro scrittore di maggior successo, non può certamente non dirsi dotato non solo di dignità politica ma anche di un certo splendore letterario, non è forse inopportuno ricordare quel che alcuni altri autori di successo osarono pensare del rapporto fra moralismo, magistratura e potere. Citerò innanzitutto tre battute di Shakespeare.