Nel gennaio del 2013 la Cassazione ha sentenziato che “un minore può crescere in modo equilibrato anche in una famiglia gay”, aggiungendo che non vi sono “certezze scientifiche o dati di esperienza” che provino il contrario. Non si può che prenderne atto, annotando semmai che in questa materia non vale il cosiddetto principio di precauzione – che invece spadroneggia, non di rado in concorrenza col puro vaneggiamento, nelle nostre contrade. Vitali Il dolore, la rabbia e la “quasi gioia” della madre di un figlio disabile