Se un ragazzo entra in carcere con le sue gambe e ne esce morto dopo sei giorni, lo stato deve spiegare. Questo è forse il massimo che un parente emotivamente provato possa chiedere a qualche ora dalla scomparsa di un suo caro, e allo stesso tempo il minimo che i cittadini di un paese democratico devono pretendere. Spiegazioni e assunzione di responsabilità: è quanto esige la scarna cronaca degli ultimi giorni di vita di Stefano Cucchi, 31 anni, deceduto nella notte tra il 22 e il 23 ottobre all’ospedale Pertini di Roma. Leggi l'Andrea's version di oggi - Leggi Piccola Posta