Li ricordate? Duemilasei, duemilasette, duemilaotto: erano gli anni in cui la Spagna zapateriana sgambettava ancora felice sui palcoscenici europei sfoderando ogni mese performance da sballo (il pil saliva, i disoccupati scendevano, il debito pubblico diminuiva, il saldo pubblico migliorava) e offrendo ogni giorno agli osservatori di mezzo mondo l’occasione di riconoscere in quel miracolo spagnolo un nuovo modello di politica economica che da solo – così si diceva – avrebbe consentito all’Europa di crescere come mai le era capitato prima.