Alla fine degli anni Sessanta, Henry Kissinger nutriva poche speranze per il futuro. “L’accresciuta frammentazione del potere, la maggiore diffusione dell’attività politica e la struttura sempre più complessa dei conflitti e degli allineamenti internazionali”, come lui stesso scrisse a Nixon, avevano drasticamente ridotto la capacità che avevano entrambe le superpotenze di influenzare “le azioni di altri governi”. E le cose non fecero che diventare ancora più difficili nel corso degli anni Settanta.