Chiuso il congresso fondativo del partito con lo sfondo di una immagine identica a quella ecologica scelta (chissà perché) dalle Poste e Telegrafi, spiegato che il partito va a destra e non si vuole mescolare se non tatticamente con la sinistra; deciso che il presidente sarà Fini e che Fini si “autosospende” per non dimettersi da presidente della Camera; affidata la vicepresidenza a Italo Bocchino, che ne sarà dunque il volto ufficiale e il braccio esecutivo; è stato confermato il nome derivato dal libro firmato da Fini: “Futuro e libertà per l’Italia”. di Gianfranco de Turris