Ieri la Camera ha rimandato a giugno la votazione sul “divorzio breve”, con il quale si ridurrebbe a un anno il tempo di separazione necessario per lo scioglimento consensuale del matrimonio. E ha rimandato anche la votazione delle mozioni sull’obiezione di coscienza per il personale sanitario. Si tratta, in questo caso, di dare seguito alla risoluzione con cui il Consiglio d’Europa, dal 2010, invita i singoli stati a sviluppare normative per definire e regolamentare l’obiezione di coscienza.