In un paese dove giornalisti, scrittori, artisti e politici sono piegati dalla paura della ritorsione islamista, i laburisti rivendicano “il criticismo della religione”. Che non è lo sbeffeggiamento del sacro, ma il libero e pubblico discorso sull’islam liberato dal correttismo ideologico di chi finge di non aver visto sbucare dal proprio seno la bestia del fanatismo islamico