La decisione del tribunale del riesame di Potenza, dopo il ripensamento del giudice delle indagini preliminari di Pescara, che ha annullato precedenti decreti di custodia cautelare basati su fumose accuse di reati associativi, dimostra, ancora una volta, come questo tipo di imputazioni, impiegato dalle procure per alimentare la caciara mediatica, poi non regge quasi mai all’esame di merito.