Con tutta probabilità il governo sarà nuovamente messo sotto pressione da parte del settore bancario. Con la Legge di stabilità appena approvata l’esecutivo ha solo in parte aggiustato gli squilibri che gravano sulle banche italiane inserendo nel testo la possibilità di dedurre le perdite sui crediti in cinque anni e non più in diciotto. L’Associazione bancaria italiana (Abi) ha quindi ottenuto solo in parte quanto chiesto per settimane all’esecutivo, e cioè “la parità di trattamento rispetto agli altri concorrenti europei”, come detto dal presidente Antonio Patuelli, dal momento che gli istituti francesi, ad esempio, possono dedurre svalutazioni e perdite nel giro di un anno, e sistemare così più rapidamente i loro bilanci.