Fino a un paio di mesi fa, l’immagine più evocativa della figura di Andrea Orlando, il quarantenne spezzino responsabile della Giustizia del Pd, era indissolubilmente legata a una ricorrente e paterna torsione del braccio di Luciano Violante: capitava spesso infatti a Montecitorio di vedere l’ex presidente della Camera, nume del dossier riforme, cingere le spalle di quello che a tutti gli effetti pareva un allievo e passeggiare così avanti e indietro lungo il Transatlantico. Leggi Le cinque proposte per una riforma della giustizia