I mercati, ormai sentinella universale, ci informano che i problemi dell’Italia non si limitano alle sorti elettorali di tecnici o politici. La bocciatura del titolo Fiat in Borsa, che fin dall’inizio della mattina di ieri ha subìto una caduta del 5 per cento e più, va assai al di là delle reazioni per l’ennesima e scontata discesa delle vendite in Europa a novembre (il 12,8 per cento in meno contro il 10,1 del mercato). Pesa fino a un certo punto la notizia, poi smentita, del Messaggero che parla di primi contatti con le banche d’affari per un aumento di capitale da effettuarsi nei prossimi mesi.