Sarà la morte o la libertà”, aveva detto la moglie del dissidente politico cubano, Wilmar Villar, di 31 anni, poco prima che morisse in un ospedale di Santiago di Cuba dopo due mesi di sciopero della fame. Villar aveva smesso di alimentarsi per protestare contro una condanna a quattro anni di prigione emessa lo scorso novembre. Si tratta della seconda morte di un prigioniero politico, dopo quella di Orlando Zapata nel 2010.