Nervosismo. In casa democratica, per ora, non si dormono sonni tranquilli. Ma, a dire il vero, nemmeno quando sono svegli, in pieno giorno, i dirigenti del Pd riescono a fugare gli incubi che li perseguitano. Per questa ragione il nervosismo è palpabile e la reazione stizzita o sopra le righe è sempre in agguato. Ultimamente è successo sia alla presidente sia al segretario del partito di finire vittime delle loro stesse paure. Rosy Bindi, la settimana scorsa, ha preso a male parole la sua compagna di partito Paola Concia, rea di aver criticato la sua creatura legislativa, i Dico, e di aver proposto un’altra soluzione per le unioni civili degli omosessuali.